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Disinformazione di guerra. Il caso Al Jazeera

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vittoria privata di Rupert Murdoch, per il suo ruolo decisivo nel “venderla” all’opinione pubblica angloamericana mobilitando la potenza planetaria dei suoi mass media. E’ stato il motore ideologico di questa guerra” 5 . Tuttavia, nonostante l’appoggio incondizionato della corazzata mediatica di Murdoch, e della maggior parte dei grandi network informativi statunitensi, abbia fornito un sostegno importante all’amministrazione Bush per convincere l’opinione pubblica americana circa “la giustezza della guerra” intrapresa in Iraq, l’opinione pubblica internazionale, definita dal New York Times del 16 febbraio 2003, sull’onda delle grandi manifestazioni contro la guerra che hanno portato in piazza 110 milioni di persone in tutto il mondo, come “la seconda superpotenza mondiale” 6 , è rimasta piuttosto scettica riguardo alla necessità di un intervento militare; sia prima, durante la lunga campagna mediatica che ha preceduto l’inizio delle ostilità; che dopo, di fronte al perdurare della crisi irachena una volta decretata ufficialmente la fine della guerra. Secondo un sondaggio pubblicato negli Stati Uniti 7 , alla vigilia dell’inizio delle operazioni militari in Iraq, mentre il 59% degli americani si dichiarava favorevole alla guerra, solo il 39% dei britannici, i cui soldati erano in procinto di partire a fianco delle forze Usa , appoggiava l’intervento militare “alleato”. In Italia, Spagna e Polonia, paesi inclusi nella “coalizione dei volenterosi” che sostenevano la spedizione angloamericana nel Golfo, la percentuale dei sostenitori della guerra crollava rispettivamente al 17, al 13 e al 21% degli intervistati. Percentuali simili in Germania e Francia, dove solamente il 27 e il 21% dichiarava di non essere contrario all’intervento. In Russia infine, l’operazione Iraqi freedoom era approvata da appena il 10% della popolazione. Nello stesso Iraq “liberato”, appena nove giorni dopo il trionfale abbattimento della statua di Saddam, anziché lanciare mazzi di fiori ai 5 F. Rampini, La Repubblica, 16 aprile 2003. 6 New York Times, 16 aprile 2003 7 “America’s image furthrer erodes, europeans want weaker ties”, Pew research center for the people and the press, Washington, 18 marzo 2003, http://people-press.org/ 8
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Disinformazione di guerra. Il caso Al Jazeera

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Congiu
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Mauro Sarti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 311

FAQ

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