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Quando i media staccano la spina. Storia del blackout informativo durante gli ''anni di piombo''

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Prefazione 7 emotiva” 1 , ovvero il cambiamento di atteggiamento da parte dei professionisti dell’informazione che, se a seguito dell’omicidio Coco presero del tutto coscienza della reale matrice politica del fenomeno terroristico, dopo la strage di via Fani iniziarono ad interrogare se stessi sulle responsabilità professionali nel trattamento dell’informazione relativa al terrorismo. Nell’arco di meno di due anni si consuma, dunque, un radicale mutamento di condotta che, però, avviene in parte sulla pelle stessa dei giornalisti, bersaglio conclamato dei brigatisti a partire dal giugno del 1977; ξ l’ultimo capitolo, infine, prende le mosse da una rapida analisi del sequestro Moro, per introdurre un analitico approfondimento del rapimento del magistrato Giovanni D’Urso, sequestrato dalle Br il 12 dicembre 1980 e rilasciato il 15 gennaio dell’anno successivo. In quest’ultima parte della trattazione, che ne rappresenta altresì la sezione più documentata e rilevante, e quella che conferisce il titolo all’intero lavoro, ci concentreremo sul dibattito sorto nel sistema mediatico nazionale in merito all’opportunità di bloccare le informazioni sul terrorismo. Una discussione tratteggiata nelle linee essenziali già con il caso Moro, ma che raggiungerà toni aspri e drammatici, oltre che un barlume di attuazione pratica, proprio con l’affare D’Urso. Per meglio inquadrare nel contesto storico i fatti che andremo ad analizzare, ogni capitolo propone, in avvio, una breve sezione dedicata a tre aspetti essenziali ai fini del lavoro stesso: una veloce disamina del milieu politico ed economico italiano negli anni in questione, quindi un excursus sulla situazione storica ed economica vissuta negli stessi periodi dal settore editoriale e da quello radiotelevisivo. In definitiva, lo scopo di questo lavoro resta quello di rileggere, il più possibile dettagliatamente, il fenomeno delle Brigate Rosse nella, a nostro avviso, ancora poco studiata prospettiva mediatica. Un’angolatura particolare e, se vogliamo, originale rispetto alla gran mole di interventi già prodotti sul fenomeno in questione, la quale permette poi di trarre utili indicazioni da tener presenti qualora fenomeni di tale tipo dovessero ripresentarsi. A questo scopo, proponiamo, in avvio di trattazione, una lettura del carattere massmediatico del fenomeno terroristico di sinistra, attingendo ai giudizi che sociologi e studiosi di comunicazione ne hanno dato negli anni. L’appendice raccoglie, invece, articoli ed interviste essenziali ai fini della trattazione. Tra di esse riportiamo per intero anche un’intervista concessaci dal giornalista de “L’Espresso” Mario Scialoja. 1 M. Boneschi, Il processo di assuefazione emotiva della stampa quotidiana ai sequestri di persona per estorsione, in “Problemi dell’Informazione”, aprile-giugno 1979, n. 2, pp. 252-254.
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Quando i media staccano la spina. Storia del blackout informativo durante gli ''anni di piombo''

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Informazioni tesi

  Autore: Gilberto Mastromatteo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Paola Magnarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 282

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