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Eugenetica e politica nella prima metà del XX secolo

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32 «L’ubriaco, invece, si butta da ogni parte e butta ciò che gli capita, smaniando nel corpo e nell'anima, sicché anche quando getta il seme è incerto e squilibrato, col risultato di ottenere, con ogni probabilità figli anormali, irresponsabili, devianti nel comportamento e fisicamente deformi. Allora bisogna proprio che per tutto l'anno, anzi per tutta la vita, e in modo particolare nel tempo della fecondità, si usi ogni prudenza per non compiere coscientemente delle azioni che espongono al pericolo di malattie, oppure atti di violenza e di ingiustizia. Questo perché, fatalmente, tali caratteri vengono trasferiti e impressi nelle anime e nei corpi dei concepiti, i quali nasceranno infelici sotto tutti gli aspetti.» (Leggi,VI, trad. G. Reale). Questa linea di pensiero, tuttavia, è destinata a morire con il mondo classico. Con la filosofia cristiana medievale l’eugenetica perderà di senso: la corporeità umana è irrimediabilemente degenerata a causa del peccato originale e questa degenerazione si trasmette per via sessuale senza alternative. I corpi possono presentare esternamente la bruttura del peccato e la miseria umana in forme più o meno lievi, non importa; ciò che conta è che non c’è rimedio all’abbrutimento umano se non l’intervento “esterno” di Dio. Auspicare una “buona procreazione” come suggeriva Platone è sforzo vano: «L'uomo volontariamente pervertito e giustamente condannato ha generato individui pervertiti e condannati. La nostra natura seminale(…) era viziata per il peccato, irretita nel laccio della morte e giustamente condannata (…) Essa, poiché è depravata l'origine, come una radice marcita, conduce il genere umano in un contesto d'infelicità alla rovina della seconda morte che non ha fine, fatta eccezione soltanto per quelli che sono stati liberati dalla grazia di Dio.» (S. Agostino, “Città di Dio”, 13,14) . Tutto questo, paradossalmente mentre la Chiesa esercita un oculatissmo controllo sulla rettitudine delle pratiche sessuali dei fedeli, sottoponendole a tempi e modi rigorosi per la corretta generazione. Il pensiero “eugenetico” tornerà in auge solo con il rinascimento e il rinnovato interesse per la politica: Campanella, nella “Città del sole” immaginerà dei Precettori deputati alla combinazione dei matrimoni e un Gran Dottore della Medicina preposto a sorvegliare la vita sessuale dei cittadini… siamo, è superfluo affermarlo, ancora nel limbo della riflessione utopica sullo Stato. Si tratterà di un ritorno effimero: la medicina dopo la rivoluzione scientifica sarà molto

Anteprima della Tesi di Massimo Ciceri

Anteprima della tesi: Eugenetica e politica nella prima metà del XX secolo, Pagina 4

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Massimo Ciceri Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

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