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Policy Transfer e Politiche del Mercato del Lavoro in Italia e in Russia

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14 numero di Stati. Si avrà modo di approfondire questo argomento nel proseguo della ricerca. Ci si chiede adesso: perché il mercato del lavoro si muove verso il modello della flessibilità? Una possibile risposta a tale domanda sarà fornita dall'analisi delle posizioni, in tema di politiche per l'occupazione, assunte dai principali attori transnazionali, operanti all'interno dei policy networks e coinvolti inevitabilmente nel processo del policy change. • L'Unione Europea e la nuova organizzazione del lavoro In un paper commissionato dall'European Work Organisation Network (EWON) si legge: "nuove forme di organizzazione del lavoro stanno emergendo come elementi chiave nello sviluppo delle capacità di innovazione e di produzione proprie delle organizzazioni tradizionali, in Europa" (Savage,2001). Dunque, la Commissione Europea e gli Stati Membri, al fine di combattere la disoccupazione e stimolare la competitività, devono perseguire la strada del rinnovamento dell'organizzazione del lavoro . Tralasciando una lunga e pur utile ricostruzione storica della definizione che l'Unione Europea nel corso del tempo ha dato dell'organizzazione del lavoro, si può far risalire all'anno 1997 il primo decisivo passo della Commissione verso un rinnovamento del MDL su scala comunitaria. Ci si può limitare alla semplice menzione di tre eventi precedenti a questa data, che ne hanno comunque permesso la rilevanza storica: il trattato di Maastricht (1992), Il "Libro bianco sulla crescita economica, competitività e impiego" (1993), e l' "Employment Summit" tenutosi a Essen nel 1994. Nel 1997, immediatamente dopo il "Trattato di Amsterdam", la Commissione Europea pubblica il Libro Verde "Partnerariato per una Nuova Organizzazione del Lavoro", in cui si sottolinea come nell'organizzazione del lavoro si tenda verso il sistema della "impresa flessibile", che rimpiazza i tradizionali sistemi di produzione rigidi. Questa trasformazione è spiegata nel "Green Paper" del 1997, tramite il ricorso a tre fattori principali: 1) Risorse umane: le imprese devono ridurre i costi del lavoro, assumendo personale specializzato che possa garantire la migliore competitività a livello mondiale. 2) Mercati: Le imprese, per poter competere nel mercato, devono soddisfare le richieste dei consumatori e anzi provare ad anticiparle. In tal senso la competitività e il successo di un'impresa sarà determinato dalla sua capacità innovativa e dalla sua adattabilità al mercato, il che significa mantenere un alto grado di flessibilità nella produzione e nella gestione della forza lavoro.

Anteprima della Tesi di Nicola Trinchini

Anteprima della tesi: Policy Transfer e Politiche del Mercato del Lavoro in Italia e in Russia, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Nicola Trinchini Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

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