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La fiaba autoriflessiva: il cinema di Tim Burton

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14 stesso” 11 ). La scelta di Burton di aprire il suo film con un sogno mette in gioco una serie di problematiche che cercheremo di approfondire nella nostra analisi di questo incipit, affrontando dapprima gli aspetti formali della scena, poi soffermandoci sugli aspetti tematici ed infine sull’enunciazione. 1) Aspetti formali. Fin dalle origini, il cinema ha sempre tentato di trasporre sullo schermo il sogno e gli stati onirici (allucinazione, follia, etc.), in parte per sottolineare quanto il suo stesso statuto sia costitutivamente onirico (la sala oscura che equivale ad una “caduta nell’inconscio”, la stessa definizione di “fabbrica dei sogni”) e moltissimi teorici si sono soffermati sul rapporto cinema- sogno evidenziandone somiglianze e differenze. Tuttavia la rappresentazione cinematografica del sogno ha posto molti problemi, in quanto la “logica del sogno” (ampiamente studiata da Freud) è determinata dal processo primario, processo che entra in azione solamente durante il sonno regolando l’attività dell’inconscio e che stabilisce una logica basata sui principi di condensazione e spostamento, gli stessi principi grazie ai quali “un oggetto può trasformarsi, all’istante, in un altro senza provocare lo stupore del sognatore e una figura umana può farsi riconoscere chiaramente come essendo due persone contemporaneamente” 12 . Perciò la rappresentazione del sogno risulta molto spesso artificiosa, sia perché deve “marcare” la natura mentale delle immagini che mostra (in modo da distinguerle dalle immagini “reali”) sia perché deve imitare il funzionamento del processo primario. “Il film si trova in difficoltà nell’intento di raggiungere l’autentica assurdità, l’incomprensibile puro, ciò che il più comune dei nostri sogni raggiunge 11 Christian Metz, L’enunciazione impersonale o il luogo del film, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1995, p. 118 12 Christian Metz, Cinema e psicanalisi. Il significante immaginario, Venezia, Marsilio Editori, 1980, p. 113
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La fiaba autoriflessiva: il cinema di Tim Burton

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina D'amico
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Lorenzo Cuccu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 341

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autorialità
cinema
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