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Vantaggio competitivo, management e qualità

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10 • la “concentrazione”, che riguarda sia l’addensarsi di risorse produttive ed energetiche nelle città, sia l’aspetto derivato dall’urbanesimo, dove nasce la specializzazione dell’area cittadina con spazi dedicati alla produzione, zone abitate dal proletariato, luoghi dedicati alla finanza e quartieri per l’alta borghesia; • la “massimizzazione”, intesa come chiave interpretativa del periodo industriale e sinonimo di efficienza, diviene l’indicatore simbolo del successo delle industrie; • la “centralizzazione”, da cui deriva la tendenza delle imprese di coordinare e organizzare le industrie attraverso un unico blocco di potere centrale. La peculiarità di Toffler sta proprio nella sua lettura della società industriale come la frattura tra la “prima” e la “terza ondata”; la “seconda ondata” è da lui definita come una parentesi nella storia, nella quale l’uomo ha accumulato le risorse e i beni. La “terza ondata” è, quindi, il distacco dal gigantismo, dalla concentrazione, dalla standardizzazione, 5 da tutto ciò che appartiene alla tradizione industriale e l’approdo, attraverso le conoscenze tecnologiche, alla riscoperta di una nuova figura del lavoratore, ad una cultura che gradualmente si demassifica e ad una maggiore affermazione delle istanze individuali. 6 La società industriale, così ben descritta da Toffler, viene superata dalla società postindustriale nella quale le risorse principali sembrano essere costituite dall’intelligenza e dall’informazione. I servizi e la produzione di beni immateriali prevalgono su quelli materiali. Aumentano quindi gli occupati nel settore del terziario, superando di numero quelli del secondario (nel 1956, infatti, i colletti bianchi superano i colletti blu). 7 Si assiste, inoltre, ad una destrutturazione del tempo e dello spazio, queste due dimensioni perdono il loro significato di vincolo. L’informazione, infatti, è rapidamente diffusa e distribuita dai moderni mezzi di comunicazione, grazie alle nuove tecnologie informatiche e telematiche. Al contempo, nel contesto aziendale, le imprese si orientano in strutture organizzative cosiddette “a matrice”, abbandonando il sistema di comando gerarchico costituito attorno ad un unico referente. Si creano sempre maggiori strutture a sistema multiplo di controllo a seconda dei singoli progetti di lavoro. Le organizzazioni di questo tipo riescono ad essere strutture polivalenti con una forte capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni del mercato e della tecnologia. Un altro illustre autore italiano ha descritto, evidenziandone le caratteristiche, i tre tipi di società che si sono susseguite nel corso della storia: Domenico De Masi sottolinea la straordinaria durata del periodo rurale, che ha resistito per circa novemila anni, rispetto alla breve durata della società industriale. È in ogni caso da mettere in evidenza come la fine del mondo industriale abbia lasciato nel mondo postindustriale idee di cui ancora non ci si riesce a liberare definitivamente; ad esempio il legame della paga su base oraria, la tendenza alla standardizzazione degli orari di lavoro e un atteggiamento conservatore verso le nuove tecnologie. I punti fondamentali del paradigma della società postindustriale, descritti in maniera dettagliata e puntuale da De Masi sono i seguenti: 8 • la delega del lavoro ripetitivo, faticoso ed esecutivo, alle macchine, permette al lavoratore di dedicarsi al lavoro ideativo, ad attività intellettive; • la produzione di massa e in grande serie di beni materiali cede il posto alla produzione di beni immateriali, come servizi, informazioni, simboli, estetica e valori; • la destrutturazione del tempo e dello spazio, rese possibili dalle tecnologie, permettono di realizzare il sogno dell’ubiquità; il luogo di lavoro non costituisce più una variabile indipendente del teorema organizzativo e l’orario rigidamente sincronizzato non è più un’esigenza reale della produzione, sorgono, infatti, notevoli possibilità offerte dal telelavoro; • la globalizzazione, che assume diverse forme: economica, culturale, ecologica, civile , etc.; 5 Cfr. Toffler A., The Third Wave, Pan Books, London 1981, pp. 264-268 ss. 6 Cfr. Toffler A., The Third Wave, Pan Books, London 1981, pp. 286-289 ss. 7 Cfr. Bell D., The coming of Post-Industrial Society, Paperbaks Inc., New York 1976. 8 Cfr, De Masi D., Il futuro del lavoro, Rizzoli, Milano 1999, p. 197.

Anteprima della Tesi di Cristina Cannia

Anteprima della tesi: Vantaggio competitivo, management e qualità, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Cristina Cannia Contatta »

Composta da 202 pagine.

 

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