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Il cinema come lingua scritta della realtà. La riflessione di Pier Paolo Pasolini sul linguaggio cinematografico e il suo rapporto con la fenomenologia

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9 In questa peculiarità e “lacuna” del pensiero del regista italiano sta anche però la sua grandezza. La sua creatività di artista quale egli era, non lo fa ragionare in modo rigoroso su un aspetto come farebbe un serio semiologo, ma lo porta su altre strade. La sua non è quindi una teoria del cinema, ma un abbozzo di analisi, una riflessione a margine del suo ruolo di artista e intellettuale. Nei suoi scritti si trovano passaggi illuminanti, anche se non ordinati e approfonditi, che ci danno in poche righe un’idea della ricchezza espressiva del cinema. Nel suo lavoro teorico si comprende perché egli trovi nel cinema il linguaggio più adatto per esprimersi, il linguaggio più sincero : le immagini permettono, secondo Pasolini, di avvicinarsi alla realtà fino a immergersi in essa, anziché rimanere distaccati in un linguaggio di segni arbitrari. Il linguaggio delle immagini secondo Pasolini, riducendo fino a farla scomparire la distanza tra segno simbolico e realtà, non evoca il mondo, ma esprime la realtà con la realtà. Il cinema diventa per il nostro autore un canale privilegiato per esprimere il suo amore per la realtà in cui immergersi senza interruzioni. E’ il concetto di “cinèma” quello attorno a cui si può analizzare la novità del discorso di Pasolini. Egli intende, nella sua analisi semiologica delle immagini, individuare l’unità ultima in cui è scomponibile la lingua. I “cinèmi” sono gli oggetti della realtà che l’immagine riproduce e che non può non considerare. Con il montaggio si comprendono o meno queste unità alfabetiche e si costruisce con esse un discorso senza però “inventare” e utilizzare un codice “ex novo”, come succede per la lingua delle parole, ma utilizzando invece la realtà stessa. Questo concetto permetterà di affrontare quindi il tema della “materialità” del cinema. Un film, pur riproducendo la realtà, non se ne distacca come le altre lingue. Si può dire che la materialità degli oggetti rimane il fondamento unitario intraducibile delle immagini. Il cinema rimane in un certo senso

Anteprima della Tesi di Giuseppe Perico

Anteprima della tesi: Il cinema come lingua scritta della realtà. La riflessione di Pier Paolo Pasolini sul linguaggio cinematografico e il suo rapporto con la fenomenologia, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giuseppe Perico Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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