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L'aeroporto come luogo del consumo: il caso Fiumicino.

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11 città di New York, dalle “Lune di Miele” ai Safari in Africa pensati e organizzati per Americani ed Europei. Dagli anni ’60 il turismo emerge come un nuovo emblema della condizione postmoderna. Mobile, flessibile e consumption–oriented, il turismo è stato presentato come nuova forma di “cittadinanza cosmopolita”. Colpiscono in questi anni soprattutto il volume e la densità del flusso turistico. L’espansione delle rotte aeree e il conseguente calo nei prezzi (in questi ultimi anni questo fenomeno ha raggiunto dimensioni notevolissime con le compagnie low cost) hanno sicuramente contribuito a fare del turismo internazionale un aspetto della vita quotidiana. Come conseguenza all’espansione del flusso del turismo globale, gli hotel, gli aeroporti, le stazioni e tutte le strutture turistiche in generale si sono adeguate a questo fenomeno, e oggi vengono riconosciuti anch’essi come luoghi del consumo a tutti gli effetti. Così anche i più recenti centri del consumo si riallacciano a questa filosofia turistica: in questi centri troviamo varie repliche senza grandi differenze lungo i flussi turistici e del consumo, i quali spesso simulano luoghi storici o delle utopie spaziali e sociali: Disneyland, McDonald, Les Halles, Starbucks, Planet Hollywood, Gardaland, Mall of America, Disneystore, Hard Rock Cafè. Anche in questi spazi osserviamo la presenza di folle di turisti provenienti da tutti il mondo. E’ in particolare nel XX secolo che, grazie alla nascita e al sempre più intenso sviluppo del centro commerciale statunitense, i luoghi del consumo si sono sempre più evoluti ed espansi verso nuove forme: negozi monomarca, catene di ristoranti, alberghi, aeroporti, cinema multisala, musei, parchi a tema, ecc.

Anteprima della Tesi di Marta Sclafani

Anteprima della tesi: L'aeroporto come luogo del consumo: il caso Fiumicino., Pagina 9

Laurea liv.I

Facoltà: Relazioni Pubbliche e Pubblicità

Autore: Marta Sclafani Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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