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La prevenzione del crimine e la pubblica amministrazione

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7 conseguenza diretta o indiretta di problematiche familiari, di deprivazione culturale, di marginalità socioeconomica, di carenze di spazi e tempi di aggregazione con il gruppo dei pari. Al fine di chiarire le suddette differenze di disagio possiamo riprendere la categorizzazione in tre livelli proposta da Regoliosi, ovvero: a) un disagio evolutivo endogeno, che riguarda genericamente quasi tutta la popolazione giovanile ed è legato alla natura transizionale dell’adolescenza; b) un disagio socioculturale esogeno, risultato di condizionamenti tipici della società complessa di tipo occidentale; c) un disagio cronicizzante, scaturito dall’interazione di fattori-rischio individuali e ambientali. (Regoliosi, 2000) Il disagio, quindi, può essere ordinato lungo un continuum che va da una fenomenologia grave (disturbi e patologie tipiche dell’età adolescenziale che si manifestano in forma acuta e che compromettono lo sviluppo psico-fisico) ad una di tipo generale e ordinario (disagio come patologia da impedire e come normalità da salvaguardare e rafforzare). Questa distinzione ha, però, prodotto una settorializzazione nell’area dei servizi sociali che tendono a distinguersi fra quelli rivolti alla “normalità” e quelli rivolti allo studio della devianza. Da ciò scaturisce un inevitabile meccanismo di “etichettamento” (di cui parleremo approfonditamente nei prossimi paragrafi) Il disagio investe anche l’intero contesto sociale in cui si manifesta e si riproduce, può essere individuato nella famiglia, nella scuola, nel mondo del lavoro e negli spazi ricreativi. Esso, infatti, rappresenta un’esperienza comune ad individui, gruppi e comunità, manifestandosi sul piano della comunicazione e della possibilità di usufruire di risorse. (Maurizio, 1994) Da tenere presente nell’affrontare queste argomentazioni è anche il concetto di disadattamento, inteso come la mancata capacità e/o possibilità di un inserimento attivo e propositivo dei giovani nella società, ovvero una relazione tra il soggetto e il suo ambiente
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La prevenzione del crimine e la pubblica amministrazione

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Informazioni tesi

  Autore: Paola Baroni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Gaetano De Leo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

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Parole chiave

disagio minorile
enti locali
prevenzione del crimine
prevenzione primaria
psicologia giuridica
psicologia sociale
tribunale minorile

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