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Destini incrociati: Italo Calvino e gli scrittori americani postmodern

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12 4. Calvino e il mondo: una visione post-moderna ? Molti critici hanno parlato di Calvino come del solo scrittore italiano pienamente post-moderno, per la natura della sua scrittura e del suo sguardo sul mondo nelle opere a partire dalle Cosmicomiche (1965), e certo è questa una delle ragioni del perdurante interesse intorno a Calvino negli Stati Uniti, dove è particolarmente avvertito un sentire condiviso con tanti autori ben noti al pubblico americano 10 . Ed è effettivamente impossibile ignorare i tanti nodi tematici che avvicinano Calvino ai suoi colleghi e amici di oltreoceano: per citarne solo alcuni, la riflessione metanarrativa, l’uso del linguaggio favolistico, la denuncia della schizofrenica società urbana e consumistica, la scrittura fantascientifica. Naturalmente non si possono neanche ignorare le tante differenze culturali, a cominciare dalle altre esperienze letterarie sperimentali di Calvino (la nota adesione 10 Tra gli altri interventi critici americani, assumono un significato particolare ai fini di questo studio gli scritti che si occupano di Calvino – o lo citano -, dei suoi amici scrittori americani, e segnatamente: John Barth, “Literature of Exhaustion”, The Atlantic, August 1967 ; “The Replenishment of Literature: Postmodernist Fiction”, The Atlantic, January 1980. Robert Coover, “The Promised Land of Literature”, The New York Times Review, 20 March 1988 John Updike, “Metropolises of the Mind”, The New Yorker, 24 February 1975 “Card Tricks”, The New Yorker, 18 Avril 1977 “Readers and Writers”, The New Yorker, 24 August 1981

Anteprima della Tesi di Andrea Luppi

Anteprima della tesi: Destini incrociati: Italo Calvino e gli scrittori americani postmodern, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Andrea Luppi Contatta »

Composta da 277 pagine.

 

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