Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Destini incrociati: Italo Calvino e gli scrittori americani postmodern

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

15 Perciò l’idea di possibili “filiazioni” mi risulta non poco sgradevole tra questi autori, anche perché la distanza culturale oltre che geografica, unita alle differenti scelte stilistiche di ognuno di loro, mi fa apparire curiosa una ipotesi del genere 14 : specie alla luce della cronologia, che sembra appunto testimoniare una vicenda di ricerche svoltesi in parallelo 15 , con le debite differenze dovute al diverso contesto culturale. Sarà dunque più corretto parlare di un giuoco di specchi tra le opere di Calvino e dei suoi colleghi statunitensi di cui mi occuperò in questo studio (in ordine puramente alfabetico: Barth, Barthelme, Coover, Federman, Gass, Pynchon), un giuoco di riflessi in cui ognuno di loro trovò nelle opere degli altri via via disponibili conferme, spunti, ipotesi di lavoro, e 14 Ed, aggiungo, la mia passione per Calvino mi spinge a dirmi fermamente convinto della sua originalità, non solo nell’ambito italiano (entro il quale la sua opera certo spicca per unicità più che per originalità), ma anche in quello internazionale. Però l’originalità da secoli non è più riconoscibile nelle sole idee: quello che veramente può far ritenere originale uno scrittore è una complessa somma di fattori stilistici, più che tematici, che presi tutti insieme compongono la cifra individuale di un autore. 15 Calvino stesso scrive: “L’aver pensato rettamente non è un merito: statisticamente è quasi inevitabile che tra le molte idee sballate, confuse o banali che gli si presentano alla mente, qualcuna ve ne sia di perspicua o addirittura geniale; e come è venuta a lui, può esser certo che sarà venuta pure a qualcun altro.” Da “Del mordersi la lingua” in I. Calvino, Palomar, Einaudi, Torino, 1983, pag. 104– 105 (corsivo mio). La sua è una vera negazione dell’unicità delle idee umane che sembra quanto mai adeguata per questo mio discorso. Con affermazioni in qualche misura analoghe, Raymond Federman motiverà il suo programma di letteratura come plagiarismo (vedi capitolo IV, sezione 5).

Anteprima della Tesi di Andrea Luppi

Anteprima della tesi: Destini incrociati: Italo Calvino e gli scrittori americani postmodern, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Andrea Luppi Contatta »

Composta da 277 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4823 click dal 16/03/2005.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.