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Destini incrociati: Italo Calvino e gli scrittori americani postmodern

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3 maestri Pavese e Vittorini ricevette in lascito il “mito americano” costruito da questi primi due divulgatori della narrativa d’oltreoceano in Italia. Pavese e Vittorini cercavano – soprattutto nei romanzi americani - nuova linfa ed esempi vitali per una letteratura italiana nuova, finalmente capace di liberarsi di stanchi modelli lirici e di scendere nell’agone di una realtà drammatica che imponeva scelte di campo ed un preciso impegno sociale e anche politico. Calvino aderì a queste scelte con il suo esordio narrativo: Il sentiero dei nidi di ragno, edito da Einaudi nel 1947, è il frutto dell’esperienza partigiana del giovane scrittore e della sua entusiastica adesione al modello di Hemingway, un’adesione cui partecipò molta cultura italiana e da cui mosse il Neorealismo, movimento culturale dominante negli anni ’50 in Italia. 2 2 Nel 1954, Giuseppe Berto scriveva: “I nostri più acclamati scrittori tra le due guerre, per predilezione o per adattamento, avevano contribuito a creare la cosiddetta prosa d’arte, una letteratura che avendo progressivamente perduto qualsiasi contatto con la vita era divenuta aulica, arida, noiosa: morta. Chissà se da soli ce ne saremmo mai tirati fuori. Ad ogni modo, l’influsso degli scrittori americani venne a capitare nel momento più opportuno, quando, cioè, le vicende di un regime in decadenza e successivamente la sconfitta ci costrinsero, volenti o no, ad affrontare la realtà. Gli scrittori americani ci offrivano un insegnamento non tanto di stile, quanto di coraggio: il coraggio per guardare, senza schemi letterari davanti, la nostra vita, comunque fosse.” La citazione è tratta da: A. Lombardo, “Tradizione americana” in Studi Americani, n° 2, 1956.

Anteprima della Tesi di Andrea Luppi

Anteprima della tesi: Destini incrociati: Italo Calvino e gli scrittori americani postmodern, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Andrea Luppi Contatta »

Composta da 277 pagine.

 

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