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Problemi e prospettive di una nuova dimensione economica internazionale: la Cina nella WTO

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13 ancora rendere nota la propria “China policy”, ovvero la propria posizione riguardo alle relazioni bilaterali tra i due paesi 22 . Quando dal primo gennaio 1995 entrarono in vigore gli accordi che sostituirono il GATT con la WTO, la Cina manifestò il proprio disappunto nel non trovarsi tra i paesi fondatori dell’organizzazione e nei tre anni che seguirono irrigidì la propria posizione non offrendo ulteriori concessioni e non cercando di riavviare i negoziati 23 . Inoltre, in seguito alla visita del presidente taiwanese alla Cornell University negli Usa, che provocò uno stato di tensione nello stretto di Taiwan a causa di una serie di esercitazioni militari cinesi di larga scala nello stretto che separa la Repubblica Popolare Cinese (PRC) dalla Repubblica della Cina (ROC), tra il 1995 e il 1996 l’atmosfera della politica internazionale non permise ai negoziati per la WTO di compiere sostanziali passi in avanti 24 . La successiva occasione nel promuovere gli accordi fu la visita negli Stati Uniti del presidente Jiang Zemin nell’ottobre del 1997 25 . Il miglioramento delle relazioni sino-americane e il consolidamento all’interno del governo cinese del gruppo dei “riformatori”, confermato poi nel marzo del 1998 dalla sostituzione di Li Peng con Zhu Rongji, sostenitore dell’ingresso della Cina nella WTO, facilitarono il riavvio delle trattative 26 . Tuttavia, un clima negoziale piu’ favorevole non condusse direttamente alla sottoscrizione di nuovi accordi 27 . Nonostante la Cina avesse annunciato la propria disponibilità a ridurre ulteriormente le tariffe fino ad una media del 10 percento entro il 2005, gli Stati Uniti mostrarono di non voler cedere alle richieste di Pechino in aree particolarmente sensibili per la Cina, in particolar modo 22 Liang Wei, China’s WTO Negotiation Process and its implications, p. 701. 23 Riguardo alla determinazione della Cina ad essere ammessa nella WTO come stato membro, vd. “Saving Face”, Economist,19/11/94, vol.333, Issue 7890. Inoltre, “China wants to join the club”,Economist, 14/05/94, vol.331, Issue 7863. 24 Joseph Fewsmith, The Politics of China’s Accession to the WTO, p. 268. 25 Nel giugno dell’anno successivo fu Bill Clinton a recarsi a Pechino. Secondo la strategia dell’amministrazione americana è negli interessi degli Stati Uniti una Cina forte, inserita nella comunità internazionale con la quale intrattenere buoni rapporti diplomatici. Vd.Renzo Cavalieri, “La Cina oltre Deng”, Asia Major 1998 cap.II. 26 Ibid, p. 269. 27 Riguardo all’impeparazione della Cina nell’accogliere i principi relativi al libero mercato, per essere accettata nella WTO, vd. “Faking it”, Economist, 7/01/95, vol.334 Issue 7896. Inoltre, “A great leap forward?”, Economist, 25/11/95, vol.337 Issue 7942. Al contrario, con riferimento all’auspicato ingresso della Cina nella WTO come premessa per adempiere con maggiore efficacia ai vincoli legati al libero commercio, vd. Robert Ross, “Enter the Dragon”, Foreign Plicy, Fall 96, Issue 104.

Anteprima della Tesi di Ianamaria Marini

Anteprima della tesi: Problemi e prospettive di una nuova dimensione economica internazionale: la Cina nella WTO, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Ianamaria Marini Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

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