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Il cinema parla dall'inconscio. Meccanismi di identificazione e di proiezione in due casi clinici esemplificativi di Disturbo Borderline di Personalità

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- 2 - andare ad interferire nella nostra vita psichica cosciente. Dunque ciò che abbiamo cercato di verificare non è stata la proiezione di generiche parti di sé nei personaggi filmici, ma più precisamente la proiezione delle proprie Ombre. Significa utilizzare il film come uno specchio in cui ci si riflette non frontalmente, ma leggermente di profilo. Provate a pensare: il riflesso scompare ogniqualvolta ci si allontana dallo specchio, ma l'ombra (o l'Ombra?) segue sempre il soggetto, non l'abbandona mai. Nell'arte l'ombra è valorizzata soprattutto nella precisione del profilo e non compare invece nell'autoritratto. La frontalità e lo specchio simbolizzano il rapporto tra Io e Sé, mentre il profilo e l'ombra rappresentano il rapporto tra Sé e l'Altro. Stiamo parlando di arte: proviamo a dipingere il "quadro" del nostro lavoro. Come ogni gioco ha le sue regole, così ogni quadro ha la sua cornice, ovvero un insieme di elementi ben precisi e stabili che delimitano uno spazio fuori dal quale è meglio non andare, ma al cui interno possiamo ascoltare la nostra creatività. Nel nostro lavoro, la prima parte -non casualmente chiamata Cornice Teorica- "contiene" gli elementi fondamentali su cui abbiamo basato la nostra ricerca. Il Capitolo 1 è dedicato interamente all'Ombra psichica: spieghiamo la sua contestualizzazione nella struttura di personalità così come è delineata da Jung e le modalità con cui La incontriamo, durante la visione cinematografica. Il Capitolo 2 spiega i meccanismi che si innescano nello spettatore cinematografico, sia da un punto di vista psicologico (identificazione, proiezione e rispecchiamento), sia da un punto di vista neurofisiologico (veglia sognante). Abbiamo così voluto dare una visione olistica, sulla base della seguente curiosità etimologica. Nella lingua greca il verbo ειδέναι (eidénai) significa sapere e deriva da ιδεĩν (ideìn) che significa vedere; dalla stessa radice etimologica deriva εĩδος (éidos), che significa aspetto, immagine, idea e concetto. Il guardare è tradotto invece dal verbo οράω (orào), da cui derivano in italiano le parole ottica, occhio, etc. . Dunque vedere e guardare sono due modalità diverse: guardare è

Anteprima della Tesi di Elisabetta Girotti

Anteprima della tesi: Il cinema parla dall'inconscio. Meccanismi di identificazione e di proiezione in due casi clinici esemplificativi di Disturbo Borderline di Personalità, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Elisabetta Girotti Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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