Il mito di Marte nella fantascienza americana

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18 Capitolo 2 Marte e la fantascienza 1. L’influenza di Percival Lowell (“Barsoom Mars”) Marte è uno dei soggetti più amati dalla cultura popolare. Elencare il numero preciso di romanzi, racconti, trasmissioni radio e film che lo hanno chiamato in causa è impresa pressoché impossibile, senza contare i continui aggiornamenti cui andrebbe sottoposta tale lista. Spesso il pianeta è stato un semplice strumento per rendere più allettanti e vendibili storie che avrebbero potuto svolgersi in qualsiasi altro luogo. Nei casi più riusciti, però, si è rivelato una scelta precisa e consapevole, protagonista della vicenda al pari dei personaggi che vi prendono parte. Risalire alle origini di questo interesse non è certo molto difficile. Come sottolinea Thomas Clareson, “what happened in science fiction resulted from a series of discoveries in the field of astronomy which drew the imagination outward from the earth-moon system” 2 (CLARESON, 1985, p. 202). Di tutte queste scoperte, la più determinante fu anche quella scientificamente più inconsistente, ossia la rete di canali disegnata con tanta precisione da Schiaparelli, nel 1877. Il fatto, di per sé, sarebbe potuto restare senza grandi conseguenze se non fosse stato per l’ostinata convinzione, da parte dell’astronomo americano Percival Lowell, che quei canali fossero di natura artificiale. Come sostiene William Graves Hoyt, l’interesse per Marte, a cavallo dei due secoli, sarebbe stato lo stesso senza Schiaparelli, ma non senza Lowell e l’opera da lui svolta nel rendere il pianeta conosciuto al grande pubblico (cfr. HOYT, 1976, p. 12). Le sue tre opere di astronomia divulgativa (Mars, del 1895; Mars and Its Canals, del 1907; Mars as the Abode of Life, del 1908) sono un punto di partenza imprescindibile per chiunque tenti di capire come Marte abbia finito per ricoprire un ruolo così importante nella letteratura fantascientifica. In essi il pianeta è rappresentato come un mondo vecchio, arido, in rovina, abitato da esseri intelligenti capaci di far fronte all’ostilità dell’ambiente con le più avanzate opere di ingegneria. I canali, infatti, altro non sono che un complesso sistema idrico creato per convogliare la preziosa acqua, presente solo ai poli, nelle poche aree destinate alle colture (le “oasi”). 2 “Ciò che è accaduto nella fantascienza è stato il risultato di una serie di scoperte in campo astronomico che attirarono l’immaginazione al di fuori del sistema terra-luna”.

Anteprima della Tesi di Alessandra Francesconi

Anteprima della tesi: Il mito di Marte nella fantascienza americana, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandra Francesconi Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

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