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Il mito di Marte nella fantascienza americana

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8 2. L’introduzione del telescopio Anche se il suo moto era stato accuratamente definito da Keplero, nulla ancora si sapeva della reale natura fisica di Marte. Per questo occorre attendere il 1609, una data epocale nella storia dell’astronomia, l’anno cioè in cui Galileo Galilei puntò per la prima volta verso il cielo una recente invenzione olandese, il telescopio. Dopo le osservazioni di Giove e della Luna, fu la volta di Marte, nel 1610. Il pianeta allora si trovava alla sua massima distanza dalla Terra e tutto ciò che Galileo riuscì a notare fu che non gli sembrava perfettamente rotondo. Al di là, comunque, dei pochi risultati ottenuti, con Galileo iniziava una nuova era nello studio di Marte. Il telescopio era allora uno strumento ancora molto primitivo, ma nel corso dei secoli andrà incontro a continui perfezionamenti. Quando Francesco Fontana, nel 1636, realizzò i primi disegni in assoluto del pianeta, già disponeva di uno strumento migliore rispetto a quello di Galileo. I suoi schizzi sono rudimentali e i pochi dettagli che vide non assomigliano a nulla di ciò che fu osservato in seguito, ma a lui spetta il merito di essere stato il pioniere di un nuovo tipo di studi. I primi veri disegni dettagliati sono opera di un altro grande astronomo del Seicento, l’olandese Christiaan Huygens. Osservando il pianeta nel 1659, riuscì a scorgervi delle macchie, alcune delle quali facilmente riconoscibili anche oggi, come la scura area triangolare che in seguito sarà chiamata Syrtis Major. Proprio seguendo lo spostamento di questa macchia sulla superficie, Huygens fu in grado di stabilire che Marte possedeva una rotazione, anche se il tempo da lui calcolato si allontana decisamente da quello reale. Molto più preciso fu Giovanni Domenico Cassini, che fissò il tempo di rotazione a 24 ore e 40 minuti, un valore estremamente vicino a quello esatto. Osservando la superficie marziana nel 1666, anche Cassini vi scorse delle macchie, per quanto non facilmente riconoscibili in base alle mappe che noi oggi possediamo. Nel 1669 Huygens e Cassini si ritrovarono entrambi a Parigi e qualche volta osservarono Marte insieme. I risultati più interessanti sono quelli cui arrivarono durante l’opposizione del settembre del 1672. Huygens realizzò un disegno in cui appariva, senza ombra di dubbio, anche la brillante calotta del Polo sud, mentre Cassini, più dedito allo studio teorico, riuscì a stabilire la parallasse del pianeta e di conseguenza la sua distanza dalla Terra. Con la morte di Huygens, nel 1695, si chiude un secolo di grandi scoperte in campo astronomico, anche se relativamente poco si era aggiunto alla conoscenza effettiva di Marte. I telescopi continuavano ad essere strumenti abbastanza primitivi e si era scoperto, inoltre, che le condizioni atmosferiche incidevano in maniera determinante sull’accuratezza delle
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Il mito di Marte nella fantascienza americana

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Francesconi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Valerio Massimo De Angelis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 153

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