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Riflessi ed echi pittorici nel cinema di Luchino Visconti

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8 1.1 Lo sguardo Il comune denominatore tra le due arti è la rappresentazione prospettica. L’occhio, sia per il cinema sia per la pittura, è un punto di riferimento, dal momento che devono rivolgersi entrambi allo spettatore. La prospettiva usata dai due mezzi espressivi è quella quattrocentesca di Brunelleschi 3 , meglio definita prospettiva lineare unicentrica. Brunelleschi attraverso l’uso di specchi riuscì a percepire le immagini nella loro interezza: lo specchio riflette il soggetto, che si vuole rappresentare, su un ulteriore specchio, così si riescono a percepire il punto di fuga e quello di distanza. Il punto di fuga di un’immagine è la parte, del quadro o dell’inquadratura, in cui lo sguardo tende a confluire. Infatti, l’attenzione dello spettatore di fronte ad un quadro e ad un’inquadratura tende a guardare al centro, lasciando alla pura percezione ottica non focalizzata, le zone periferiche dell’immagine. Questa peculiarità dell’occhio umano ha portato ad ulteriori studi nel campo dell’ottica. Tra i tanti dispositivi ottici che sono nati, quello che unisce la storia della pittura con quella del cinematografo, è la camera obscura. La camera obscura, oppure ottica, era di norma costituita da una cassetta provvista di un foro con lente, all’interno uno specchio inclinato di 45° riceveva l’immagine e la rifletteva raddrizzandola, su una superficie di vetro posta sulla parete superiore della camera; lo stesso fa la retina dell’occhio, che percepisce un’immagine capovolta di ciò che è visibile all’esterno e, poi, il cervello ha il compito di raddrizzarla. Tutti questi studi hanno permesso di migliorare la resa di una realtà tridimensionale in un’immagine bidimensionale, e hanno cercato di rendere sempre più realistiche le immagini pittoriche. Questo processo evolutivo ha portato alla nascita dapprima della fotografia e poi del cinema. Il cinema è la fine del processo evolutivo grazie alla sua capacità di riprodurre la realtà, non solo a livello spaziale, ma anche a livello temporale; 3 Brunelleschi Filippo (Firenze 1377-1446), architetto fiorentino, la cui opera fu fondamentale per lo sviluppo del Rinascimento italiano. Il recupero delle forme classiche, la pratica di un'architettura basata su proporzioni matematiche e la conoscenza scientifica della prospettiva fanno di lui una delle figure principali nella transizione dal Medioevo all'età moderna.

Anteprima della Tesi di Alina Pirilli

Anteprima della tesi: Riflessi ed echi pittorici nel cinema di Luchino Visconti, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Alina Pirilli Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.