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Riflessi ed echi pittorici nel cinema di Luchino Visconti

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9 infatti, la pittura non è mai riuscita a riprodurre la realtà nella sua interezza, ma è riuscita solo ad “imitarla”, mentre la fotografia è si riuscita a duplicare il reale, ma solo a livello spaziale e non anche temporale. Secondo André Bazin 4 , il cinema sarebbe riuscito a riscattarsi dal “peccato originale” della prospettiva, ma altri critici non condividono per nulla la sua opinione (vedi i critici materialisti dei Cahiers du Cinéma e di Cinétique), ritengono anzi che i due mezzi siano legati da un vincolo inestricabile, la prospettiva, dalla quale non riusciranno mai a liberarsi. 5 Un ulteriore dispositivo che accomuna la pittura ed il cinema è il Panorama. Tecnicamente, il Panorama rientra nella pittura. I Panorami erano delle enormi tele raffiguranti grandi soggetti (battagli, incoronazioni di re, fenomeni naturali) e per realizzarli erano assoldati tanti pittori. Ma, nello stesso tempo, fa già parte dello spettacolo e quasi del cinema, a parte il movimento. In conclusione, si può affermare che il cinema e la pittura hanno l’interesse comune della gestione dello sguardo, cercando di dominarlo in modo da far confluire l’attenzione dello spettatore sugli elementi che più interessano il pittore ed il regista. In fondo, si può affermare che il pittore è il regista del suo quadro e che il regista con il suo film si comporta come un pittore. Entrambi sanno attirare l’attenzione sulle zone periferiche del quadro e dell’inquadratura, attraverso la gestione del colore e, soprattutto, della luce. Nell’arte figurativa, è noto come in tanti esempi, il pittore cerchi di attrarre l’attenzione con particolari tonalità luminose. Per esempio in un olio di Gerard David 6 , che rappresenta l’adorazione dei Magi, la principale attenzione appare concentrata sul volto della Madonna, dal momento che esso è contornato da un copricapo bianchissimo, tale da risaltare nell’assieme realizzato con prevalenza da toni scuri. Negli anni dello star-system, anche il cinema utilizzava la luce o il contrasto di colore per focalizzare l’attenzione, soprattutto sul volto del divo o della diva di turno che sembrano emanare luce propria, quasi avessero l’aureola. Ora, il cinema si è evoluto e, per la stessa funzione utilizza di preferenza lo zoom. Di fronte ad un’inquadratura, lo spettatore è attratto dal centro, ma il regista può successivamente indirizzarne lo sguardo, avvicinando lo spettatore al personaggio o all’oggetto con lo zoom. 4 Cfr. Bazin André, “Ontologia dell’immagine fotografica” in Qu’est ce que le cinéma? (tr. it. Che cos’è il cinema?, Garzanti, Milano, 1999, pp. 3-10. 5 Cfr. Costa Antonio, Cinema e Pittura, Loescher, Torino, 1991, pp.31-34.
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Indice dalla tesi:

Riflessi ed echi pittorici nel cinema di Luchino Visconti

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Informazioni tesi

  Autore: Alina Pirilli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Roberto Provenzano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 106

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