Riflessi ed echi pittorici nel cinema di Luchino Visconti

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11 1.2 La cornice La cornice è una struttura che isola e delimita un’immagine. Si è soliti considerare quest’elemento com’esclusivo di un’opera d’arte, ma in realtà lo possiamo trovare anche al cinema. Prima di tutto, quando andiamo al cinema vediamo il film al buio, e questo circonda l’immagine, isolandola e delimitandola. Inoltre, in alcuni paesi, come la Francia, si usano i sipari che vengono aperti all’inizio del film e lo inquadrano durante la proiezione. Il buio e il sipario possono essere considerati delle cornici. La cornice non è soltanto strumento d’unione tra le due arti, ma anche di divisione, poiché la cornice influisce diversamente sullo sguardo: nel cinema è centrifuga, induce a guardare fuori del centro, mentre nella pittura è centripeta, costringe lo sguardo a tornare sempre verso il centro. Il cinema è un mezzo mobile e il suo movimento porta l’occhio umano a guardare già verso la prossima inquadratura, quindi fuori del centro, ai margini. La pittura, invece, è un mezzo immobile e questo influisce sulla sua modalità di fruizione. Lo spettatore nell’osservare un quadro è libero di dedicargli tutto il tempo che desidera, mentre al cinema lo spettatore deve sottostare al tempo cinematografico. La cornice oltre ad avere la funzione di delimitare l’immagine, è anche un punto di riferimento, per il pittore ed il regista, per la composizione dello spazio: la cornice può essere usata per accentrare o decentrare l’immagine. Il fenomeno della centratura unisce cinema e pittura. Con la nascita della prospettiva quattrocentesca, i pittori hanno cominciato ad organizzare tutti gli elementi della rappresentazione, attorno ad un centro di simmetria, o più comunemente chiamato punto di fuga, in modo da rendere tutto più simmetrico, ma non solo, bidimensionale. Il cinema delle origini, come si è evidenziato in precedenza, ha sfruttato al massimo le potenzialità figurative della rappresentazione prospettica; si pensi al cinema classico hollywoodiano, dove tutte le scene erano studiate nei minimi dettagli per renderle il più possibili simmetriche, dall’arredamento agli stessi protagonisti. Questo fenomeno ha trovato anche delle varianti: la sovrinquadratura, un’inquadratura nell’inquadratura, in altre parole è il caso in cui l’occhio dello spettatore si trova a dover passare attraverso l’inquadratura e una porta, per vedere la scena. In realtà, questo tipo di centratura si trova

Anteprima della Tesi di Alina Pirilli

Anteprima della tesi: Riflessi ed echi pittorici nel cinema di Luchino Visconti, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Alina Pirilli Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

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