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"History is merely another literary genre": Julian Barnes e l'"invenzione" della storia

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16 di comunicare, seppur indirettamente, la propria storia, manifestando così tutto il disagio e il senso di inadeguatezza da lui provati di fronte all’accettazione dei dolori e delle sconfitte personali. Braithwaite esprime apertamente le proprie difficoltà: “I hope you don’t think I’m being enigmatic, by the way. If I’m irritating, it’s probably because I’m embarrassed; I told you I don’t like the full face. But I really am trying to make things easier for you. Mystification is simple; clarity is the hardest thing of all. Not writing a tune is easier than writing one. Not rhyming is easier than rhyming. […] But what helps? What do we need to know? Not everything. Everything confuses. Directness also confuses”. 32 Qui, come nella citazione riportata precedentemente, si evince la sua fatica ad incominciare a narrare sia la propria storia, in apparenza la più semplice delle tre, sia quella della moglie, che egli definisce complessa ma urgente, ma soprattutto vera. La verità, pur essendo l’ideale da perseguire sia - come già detto - per Flaubert, sia per il narratore, non è affatto consolante: “[…] literature is not a pharmacopoeia; […] Do you want art to be the truth? Send for the AMBULANCE FLAUBERT: though don’t be surprised, when it arrives, if it runs over your leg”. 33 Proprio per il fatto che la storia della moglie è la pura verità, essa può risultare scomoda, inopportuna; la scelta di Braithwaite consiste nell’ovviare a ciò ricorrendo al racconto di un’altra vita, quella di Flaubert e dei suoi personaggi, mescolando fiction e realtà, svelando ma allo stesso tempo censurando la verità. 34 Inoltre, per giustificare la propria difficoltà, la fa apparire agli occhi dei lettori come il frutto di una scelta tesa a semplificare il processo e a favorirne la fruizione da parte degli stessi. Il risultato è, comunque, la tecnica del “reluctant narrator” 35 , valido e affidabile per quanto riguarda la percezione della realtà e la sua analisi, ma frenato dall’impatto con un evento così traumatico da essere indotto ad usare approcci indiretti, maschere e metafore per riuscire a trasmetterlo. La narrazione, infatti, apparentemente incentrata sulla ricerca e sullo studio della persona e del personaggio Flaubert, in realtà sottende un interesse più grande, quello del narratore di riuscire a raccontare la propria storia: per questo motivo essa è disseminata di tracce, accenni, reticenze che esprimono il suo tentativo. Il primo riferimento alla moglie emerge in una riflessione legata al rapporto tra Flaubert e la Herbert, e fa intuire al lettore che Ellen sia deceduta: “I never asked my wife; and it’s too late now” 36 ; il secondo richiamo lega la sua figura a quella di Emma Bovary e riguarda il colore dei suoi occhi: “My wife’s eyes were greeny-blue, which makes her story a 32 Barnes, Flaubert’s Parrot, op.cit., 116 33 Ibid., 157 e 161 34 Cfr. Newton, op.cit., 241-285: in questo capitolo l’autore sviluppa il problema dell’autobiografia e della narrazione del sè parlando di “secrecy and recognition”. 35 Highdon, David, L. “‘Unconfessed Confessions’: the Narrators of Graham Swift and Julian Barnes” in Acheson, James (ed.) The British & Irish Novel since 1960 London: MacMillan, 1991: 174-191 36 Barnes, Flaubert’s Parrot, op. cit., 37

Anteprima della Tesi di Chiara Bonotto

Anteprima della tesi: "History is merely another literary genre": Julian Barnes e l'"invenzione" della storia, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Chiara Bonotto Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

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