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"History is merely another literary genre": Julian Barnes e l'"invenzione" della storia

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5 Quello del postmodernismo è stato un discorso piuttosto complesso da trattare, data la più totale ambiguità e confusione che lo avvolgono: gli studi più accreditati in merito hanno infatti rilevato le difficoltà non soltanto nella definizione e nell’impiego del termine, ma anche nell’individuazione di valenze e contenuti ad esso sottesi. Per questo motivo, ho scelto di non addentrarmi nel dibattito sul postmodernismo e di far riferimento, per tutti gli accenni a questo argomento, allo studio di McHale dal titolo Postmodernist Fiction 2 . Le fonti impiegate sono di due tipi: cartacee, tra le quali si annoverano articoli di critica, interviste e recensioni pubblicati su quotidiani e riviste, e testi di carattere generale, reperiti in Italia e a Londra; e multimediali, tra cui il sito dell’autore, preziosa e curata fonte di informazioni sia bibliografiche che di altro genere. La quasi assoluta carenza di monografie relative all’autore, dovuta al fatto che è un contemporaneo e vivente (classe 1946), può aver rappresentato un limite o una incompletezza nell’analisi, ma d’altro canto mi ha permesso di confrontarmi in modo più diretto e personale con il testo senza preconcetti o influssi dall’esterno. Durante il percorso in cui ho potuto accostarmi più da vicino alla produzione di Julian Barnes e cogliere la sua personale concezione della storia, ho osservato quanto quest’ultima abbia perso ogni traccia di “scientificità”, non figurando più come una disciplina, bensì come una sorta di leggenda, di invenzione, frutto spesso del mescolamento di elementi fantastici e reali. In questo modo, l’immagine di verità ad essa legata ha perso i suoi contorni marcati, e il suo conseguimento da parte dell’uomo risulta sempre più un miraggio, un sogno utopico. Da simili osservazioni è derivato il tentativo di ricercare nei tre romanzi analizzati un antidoto, una possibilità di salvezza alla distruzione della storia, un’oasi in cui l’esigenza di verità possa regnare sulle difficoltà e interessi che spingono in senso opposto: è questo il caso dell’amore. Esso costituisce un conforto debole, per nulla paragonabile alla grandezza e potenza di altre forze in gioco, ed è uno strumento inefficiente, se applicato ad un discorso universale. Eppure rimane l’unico luogo in cui i personaggi realizzano il loro autentico bisogno di verità: in Flaubert’s Parrot, l’aspirante biografo di Flaubert tenta, spinto dall’amore, di far fede alla realtà dei fatti nel narrare la storia della moglie morta; in A History of the World in 10 ½ Chapters, lo scrittore (Barnes?) del capitolo ‘Parenthesis’ esalta il potere dell’amore come “agente di autenticità”; infine, in England, England, Martha e Paul cercano di preservare il loro rapporto d’amore, l’unica cosa vera nel mondo di repliche e replicanti di cui fanno parte. 2 Cfr. McHale, Brian Postmodernist Fiction London: Routledge, 1989

Anteprima della Tesi di Chiara Bonotto

Anteprima della tesi: "History is merely another literary genre": Julian Barnes e l'"invenzione" della storia, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Chiara Bonotto Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

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