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Il trattamento della malattia mentale. Il CSM di Rimini

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14 colpiscono le popolazioni; comincia a prendere piede l’intolleranza verso il soggetto affetto da disturbi mentali. Gradualmente il destino del folle si confonde con quello del povero e del criminale. La sua figura è vissuta come una minaccia alla quiete pubblica o all’ordine costituito, in un periodo che si stava organizzando e trasformando nelle forme di società moderna. Le autorità pubbliche dispongono non solo di carceri, ma anche di luoghi di ricovero più o meno coatto come gli istituti di segregazione, anche se a volte venivano chiamati Ospedali. All’interno di queste strutture i folli ricevevano assistenza ma soprattutto punizione e contenzione tra condizioni igieniche e di vita pessime. I secoli Seicento e Settecento sono stati caratterizzati dall’uso di questi istituti di segregazione che contenevano e isolavano dal resto della società soggetti che iniziavano a diventare “scomodi” ad una società in via di sviluppo. Sebbene questa non sia l’origine dei manicomi, ne costituisce comunque la prima immagine drammatica. Con le nuove idee diffuse nel secolo Settecento dall’Illuminismo, e con l’affermazione dei diritti dell’uomo e del cittadino propagati dalla Rivoluzione Francese, si chiudono gli Istituti di segregazione e comincia a diffondersi la spiegazione della follia in termini di malattia. E’ da qui che la situazione del folle inizia ad essere distinta da quella del criminale e del povero, e si comincia a pensare in termini esclusivamente medici. Fu lo psichiatra Pinel, vissuto e sopravvissuto alla Rivoluzione Francese, che, dopo 22 anni di studio, assunse il ruolo di medico interno in un ospedale privato per facoltosi affetti da turbe psichiche e creò il Manicomio che divenne luogo di cura dei malati.
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Il trattamento della malattia mentale. Il CSM di Rimini

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Informazioni tesi

  Autore: Maura Gobbi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze sociologiche
  Relatore: Chiara Scivoletto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 166

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