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Viandante sul mare di nebbia: life skills per la promozione del benessere in RSA

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10 Ma se questo è l’approccio adottato nella maggioranza dei casi significa che le rappresentazioni sulla vecchiaia presenti nella nostra società sono tendenzialmente negative. Il nostro mondo valorizza la velocità, la bellezza, le capacità di rendere e di produrre, tutte qualità che l’anziano non presenta in quanto avendo lasciato il mondo lavorativo ha tempi molto più personalizzati, non produce capitale ma dipende dal sistema previdenziale, in alcuni casi necessita di medicinali e cure a causa di malattie, e il suo corpo non corrisponde agli standard pubblicitari che sostengono il mito della giovinezza. Si sottovaluta molto spesso la grande esperienza che queste persone portano con sé, le abilità acquisite col tempo, la voglia di imparare e di godersi il periodo della pensione, la voglia di esplorare e di intessere nuove relazioni, di prendersi cura degli altri. Il mondo dell’anziano viene così estromesso dal cuore della società nel momento in cui si trova a vivere un’esperienza di malattia e di istituzionalizzazione. Vengono a mancare i punti di riferimento, la famiglia, le possibilità di gestire spazi e tempi, di mantenere l’autonomia residua, di potenziare alcune capacità. L’istituzione impone le sue regole, anche se involontariamente può darsi, cosicché il residente è costretto ad adattarvisi e molte volte questo processo avviene dolorosamente e comporta molte perdite a livello cognitivo e fisico e cambiamenti a livello comportamentale. I giorni diventano tutti simili, scanditi dalle attività mediche. La salute e il benessere divengono dei miraggi, dei ricordi lontani, la malattia invece prendere il sopravvento sulla persona che molte volte attende la fine del proprio cammino come atto liberatorio. A questo atteggiamento negativo contribuisce molte volte lo stesso approccio medico che non vede le capacità residue ma solo i “guasti corporei” a cui porre rimedio. La dimensione della cura è così ridotta agli aspetti farmacologico, biologico e assistenziale dimenticando che ogni essere umano si costruisce attraverso le relazioni che ha con altri uomini. Quello che propongo è un approccio alla persona che tenga si conto degli aspetti medici (biologico, fisico, cognitivo), ma anche del lato relazionale – sociale e del mondo personale e intimo di ciascuna persona, della storia che si porta appresso. Un prendersi cura più ampio, inteso come cura dell’ambiente, delle relazioni, dei sentimenti. Un approccio sistemico e complesso. Una cura delle identità. Ridare un senso e una forma alla quotidianità della persona anziana in Casa di Riposo è quindi la sfida che si pone all’animatore, sia esso professionale o volontario.

Anteprima della Tesi di Paola Delprato

Anteprima della tesi: Viandante sul mare di nebbia: life skills per la promozione del benessere in RSA, Pagina 7

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Paola Delprato Contatta »

Composta da 126 pagine.

 

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