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Enduring Freedom. Retorica umanitaria e spersonalizzazione nella nuova guerra in Afghanistan

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12 Nel 1994, inoltre, i militanti zapatisti utilizzarono massicciamente la rete Internet per dare diffusione mondiale alla loro lotta in favore degli indigeni del Chiapas. La grande e crescente diffusione degli strumenti di comunicazione interattivi ha certamente reso possibile la circolazione di un maggior numero di voci, resoconti e opinioni, ma l’effettiva portata e incidenza sociale della novità deve essere valutata (e probabilmente ridimensionata) in base alle attuali abitudini di fruizione, alla diffusione e capacità di agenda-setting dei diversi media, alla fiducia di cui godono e al grado di verificabilità delle informazioni diffuse. Se da un lato è infatti possibile affermare che Internet fa di ogni cittadino un potenziale reporter e che il mezzo permette una narrazione collettiva dei fatti, dall’altro è anche necessario sottolineare che la rete sembra non offrire garanzie al suo fruitore. A proposito dell’uso di Internet durante la guerra in Kosovo nel 1999, in un articolo piuttosto pessimista sulla possibilità di migliorare il panorama dell’informazione grazie alla rete, Furio Colombo ha scritto che il Web “offre una chiacchiera fervida e fitta che si incrocia intorno al tema terribile della guerra, alza e diffonde la febbre, molto più di quanto non alzi e diffonda il grado e la qualità delle informazioni”. Vi compaiono notizie senza prove né controllo e, in questo senso, è in opposizione al metodo giornalistico, che dovrebbe invece basarsi proprio sulla verifica delle informazioni e il controllo delle fonti. “La notizia senza filtri, che tanti di noi hanno celebrato, al tempo dell’avvento della rete, mostra un suo carattere di cui occorre prendere atto: la diceria dell’untore si diffonde con raffinata tecnologia.” 10 E’ inoltre necessario ribadire che persistono ancora notevoli problemi e una distribuzione non omogenea dell’accesso (digital divide). Gli utenti della Rete corrispondono infatti ancora in maggioranza alle classi medio alte, abbastanza colte e benestanti delle città occidentali e gran parte della popolazione mondiale ne è ancora completamente esclusa. Proprio per la grande libertà di navigazione e per la possibilità che ogni utente si costruisca un percorso di lettura del tutto personalizzato, Internet dimostra un potere di agenda setting molto meno cogente di quello proprio dei giornali e della televisione. Quest’ultima rimane comunque per la maggioranza della popolazione le principale (e spesso l’unica) fonte di informazione. 10 Colombo, Furio, “Hackers, bugie, vittime. La guerra corre su Internet, in La Repubblica, p. 15, mercoledì 5 maggio 1999.

Anteprima della Tesi di Ilaria Buselli

Anteprima della tesi: Enduring Freedom. Retorica umanitaria e spersonalizzazione nella nuova guerra in Afghanistan, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ilaria Buselli Contatta »

Composta da 390 pagine.

 

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