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Enduring Freedom. Retorica umanitaria e spersonalizzazione nella nuova guerra in Afghanistan

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8 “Il mondo in cui noi occidentali oggi viviamo presenta molti e gravissimi difetti e pericoli, ma rispetto al mondo di ieri gode di un gigantesco vantaggio: tutti possono sapere subito tutto su tutto. L’informazione è oggi “il quarto potere”: almeno in teoria, il cronista e il giornalista hanno via libera dappertutto, nessuno può fermarli né allontanarli né farli tacere.” Primo Levi, Appendice a Se questo è un uomo 1. I media raccontano le guerre: tecnologie, censure e news management 1.1. Tecnologie di guerra e di comunicazione 1.1.1. Speranze di trasparenza La diffusione di mezzi di comunicazione sempre più leggeri, veloci, potenzialmente accessibili per tutti i cittadini, in grado di trasmettere in tempo reale audio, video e dati da un capo all'altro del mondo, la disponibilità di spazi sempre più ampi sui giornali e in tv con i canali all-news o le continue edizioni speciali, la possibilità di inviare immediatamente "al fronte" frotte di inviati in grado di fornire aggiornamenti 24 ore su 24, hanno contribuito ad alimentare la speranza (o forse l’illusione) che le guerre contemporanee sarebbero state completamente visibili da casa, attraverso lo spazio mediatico. Nel secondo dopoguerra, i mezzi di comunicazione broadcasting hanno avuto una diffusione capillare, tanto da diventare la principale (e spesso l’unica) fonte di informazione sui fatti del mondo: solo gli eventi riferiti dai media sono accaduti per chi è lontano, potremmo dire semplificando un po’. Dall’ultimo decennio del Ventesimo secolo, nuovi mezzi interattivi di comunicazione su scala globale sono diventati di uso comune, soprattutto presso le classi sociali di livello medio-alto, nei Paesi più industrializzati e in alcune aree dei Paesi in via di sviluppo. Dalla fine della Seconda guerra mondiale, l’Europa ha conosciuto un lungo periodo di relativa pace (fanno eccezione, naturalmente, le sanguinose guerre combattute nei territori della ex Jugoslavia durante gli anni Novanta). Le tecnologie belliche, tuttavia, hanno avuto un enorme sviluppo e numerosi conflitti si sono svolti nel resto del mondo, spesso con il coinvolgimento diretto o indiretto di Stati o interessi di Paesi europei o nordamericani, causando circa trenta milioni di morti, senza contare i feriti, i torturati, i profughi. Nel mondo dei fatti raccontati dai media, molte di queste violenze non si sono

Anteprima della Tesi di Ilaria Buselli

Anteprima della tesi: Enduring Freedom. Retorica umanitaria e spersonalizzazione nella nuova guerra in Afghanistan, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ilaria Buselli Contatta »

Composta da 390 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.