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Professione reporter di guerra: da Russell ad Al-Jazeera storie, analisi ed evoluzione di un mestiere difficile

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10 giornalistica nell’Anabasi di Senofonte, qualcuno attribuisce a Giulio Cesare l’invenzione del racconto in presa diretta dal campo di battaglia. Ma entrambi erano uomini d’arme prima che di penna. Lo storico Raymond Sibbad, invece, afferma che il primo reporter da considerare sia il cavaliere Jean de Warin che, presente nel 1415 alla battaglia di Agincourt con il duca di Orlèans, ne raccontò le fasi più drammatiche. Cronache asciutte, concrete, efficaci che avrebbero potuto firmare lo stesso Russell o Crabb Robinson. Quest’ultimo inviò, agli inizi del 1800, corrispondenze dalla campagna napoleonica contro la Prussica dove fu inviato dal direttore del “Times”, John Walter. In realtà Robinson, in quella avventura, inaugurò la lista dei reporter che, ancora oggi, scrivono di guerre dalla stanza di un hotel lontani dal fronte 5 . Infatti, il suo lavoro non fu affatto una corrispondenza dalla prima linea, ma si limitò ad un resoconto scarno e piatto elaborato grazie alle testimonianze di chi in quella battaglia c’era stato davvero. Ma a parte questa genealogia un po’ controversa, oramai è prassi considerare capostipite l’irlandese di Dublino, titolo conquistato con merito grazie alla cronaca del 14 novembre 1854, nella quale raccontò il disastro della battaglia della Brigata Leggera: i cavalleggeri inglesi che si lanciavano verso la morte, in quel impossibile assalto contro le linee russe. In quell’ultimo galoppo tramontava anche l’epoca romantica delle sciabole per fare posto al rombo dei cannoni. Russell fu testimone privilegiato e cronista superbo. Le sue parole consegnarono alla storia la nascita della guerra moderna ed è giusto ricordarle: “Alle undici e dieci la nostra brigata di cavalleria leggera avanzò trionfante nel sole del mattino, fiera in tutto il suo bellico fulgore. Dalla distanza che non era nemmeno di un miglio, l’intero schieramento nemico vomitò da trenta bocche di fuoco un inferno di fumo e di fiamme. Il punto d’arrivo dei colpi fu segnato da vuoti improvvisi che si aprivano nelle nostre fila, da uomini e cavalli morti, dai destrieri senza più cavaliere che galoppavano nella pianura. A ranghi ormai ridotti, con una 5 Mimmo Candito “I reporter di guerra”, Baldini&Castoldi pag 225

Anteprima della Tesi di Vincenzo Damiani

Anteprima della tesi: Professione reporter di guerra: da Russell ad Al-Jazeera storie, analisi ed evoluzione di un mestiere difficile, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Vincenzo Damiani Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

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