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Professione reporter di guerra: da Russell ad Al-Jazeera storie, analisi ed evoluzione di un mestiere difficile

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15 C’era una vera e propria gara a chi per primo riusciva a impadronirsi della linea. E’ entrato nella leggenda il memorabile racconto che vede protagonista Josep Howard, inviato del “New York Times”. Si narra che quest’ultimo dopo avere trasmesso per benino il suo pezzo al giornale, si mise a dettare tutta la genealogia di Gesù pur di impedire ai concorrenti di prendere la linea. Gli altri inviati superarono, così, la dead- line e il “New York Times” poté uscire con la notizia in esclusiva 12 . Naturalmente, anche in questa guerra non mancò di entrare in funzione la censura, e con essa la manipolazione dell’informazione. La censura militare fu introdotta nel 1861 13 . Gli editori contrari alla guerra rischiavano di andare in galera senza apparente motivazione. Il generale nordista, William Sherman, fu bloccato da Lincoln proprio mentre stava per giustiziare un reporter del “Tribune” accusato di spionaggio. Gli Stati Uniti erano, comunque, il Paese in cui più liberamente e aspramente veniva esercitato il diritto di critica e d’indipendenza dal potere. Lincoln, addirittura, dai giornali “non amici” fu definito come un “mostro” o come un “babbuino”. Furono gli anni contrassegnati dall’espansione coloniale e, allo stesso tempo, dalla travolgente estensione dei cavi telegrafici terrestri e sottomarini. Il giornalismo poté seguire passo dopo passo tutte le fasi della guerra, anticipando spesso anche le conquiste militari. Nel 1866 fu inaugurato il primo collegamento telegrafico intercontinentale tra Stati Uniti e Inghilterra. Trionfo militare e rapidità informativa si presentavano come l’accoppiata vincente. Il giornale che avesse raccontato prima e con maggiore dovizia di particolari una battaglia avrebbe venduto di più e bruciato i rivali. Le regole del mercato iniziarono a condizionare pesantemente quelle del racconto di guerra. La velocità iniziò a fare da padrone, ma non solo nel raggiungere i punti caldi dei conflitti. Anche trasmettere alla direzione le notizie diventava uno dei cardini su cui si fondava l’efficacia del racconto di guerra. Un ruolo di rilievo, durante questa guerra di metà Ottocento, lo ricoprirono le agenzie di stampa. Quella che si organizzò meglio fu l’Associated Press (Ap), che si impiantò tra i due fronti in lotta. L’Ap scelse il proprio staff non tra gente abile a 12 Mimmo Candito “I reporter di guerra”, Baldini&Castoldi 13 Giorgio Fabretti “Il reporter di guerra: un testimone scomodo”, www.flipnews.org
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Professione reporter di guerra: da Russell ad Al-Jazeera storie, analisi ed evoluzione di un mestiere difficile

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Informazioni tesi

  Autore: Vincenzo Damiani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Pierfrancesco Giannangeli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 238

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