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Professione reporter di guerra: da Russell ad Al-Jazeera storie, analisi ed evoluzione di un mestiere difficile

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2 Appare chiaro quale funzione, assolutamente basilare, svolga la comunicazione all’interno della vita sociale. A questo punto, come si può definire la comunicazione di massa? Come un processo di comunicazione diffuso dai mass media, rivolto ad un numero di destinatari potenzialmente illimitato, in cui il termine massa sta’ ad indicare “una entità enorme”, mentre il termine comunicazione sta ad indicare “trasmissione” di informazioni. Comunicazione di massa non è sinonimo di “mass media”, che, invece, sono le tecnologie utilizzate per rendere possibile la prima. Tecnologie della comunicazione i cui usi possono essere di altro tipo oltre a quello di massa, ma i confini tra pubblico e privato, con la nascita di mezzi sempre nuovi, in questo ambito sono sempre meno netti. La stampa è stata il primo (e per molti secoli l’unico) mezzo di comunicazione di massa. Possiamo considerare la stampa la più antica industria culturale che, grazie al suo inventore, l’orafo Johann Gutenberg, a partire dalla metà del XV secolo ha favorito l’esplosione dell’umanità occidentale, diffondendo la cultura a 360º e innalzando il livello culturale del mondo, dando così inizio all’età della comunicazione, processo che verrà completato e modificato, dai media elettronici. Il foglio commerciale è la forma che ha plasmato il quotidiano. Una migliore tecnologia, l’alfabetizzazione, il commercio, la democrazia, hanno contribuito alla penetrazione del quotidiano tra la “gente comune”, oltre nella cerchia dell’elitè colta. Col XIX secolo comincia la grande corsa allo sviluppo delle tecnologie di comunicazione sempre più nuove, più rapide e in grado di coprire grandi distanze. L’avvento della radio fornisce un potente contributo alla realizzazione della civiltà di massa. Non stupisce, pertanto, che alle origini della straordinaria fortuna del fascismo in Italia, si trovino due fatti concomitanti: da una parte l’assassinio di Matteotti e le leggi liberticide che mettono fuori legge i partiti politici e aboliscono la libertà di stampa, e dall’altra l’inizio, in Italia, delle trasmissioni radiofoniche da parte dell’ente di Stato Eiar. Potente mezzo che contribuisce ad immettere le masse nella vita politica. Il giornale non è più il principale veicolo delle notizie.

Anteprima della Tesi di Vincenzo Damiani

Anteprima della tesi: Professione reporter di guerra: da Russell ad Al-Jazeera storie, analisi ed evoluzione di un mestiere difficile, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Vincenzo Damiani Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

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