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"La tragédienne du silence". Ida Rubinstein e le musiche di scena per "La Pisanelle" di Gabriele d'Annunzio

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4 D’Annunzio è affascinato da quell’artista, donna non bella in senso classico ma dal fascino sottile e penetrante : in lei è sicuro di trovare un’«attrice-attrezzo» 5 con cui concretare le proprie innovative idee teatrali, uno strumento compiuto alla realizzazione del nuovo ideale drammaturgico di un novello Gesamtkunstwerk, ma lontano dall’idea wagneriana. In questo, fondamentale sostegno ha la musica che Ildebrando Pizzetti compone per la commedia, musica che non è un semplice “accompagnamento”, ma è parte integrante e indispensabile dell’estetica dello spettacolo. Ma lo spettacolo attrae davvero il tout Paris, l’élite culturale, politica e mondana della capitale francese, e tutti i giornali, italiani e francesi, fanno a gara nel riferire chi c’è e chi è assente, a sottolineare l’impaziente attesa, la curiosità, ora scettica, ora fiduciosa, che avvolge questa première: si veda, ad esempio, Ludovico Schisa sul «Giornale d’Italia» del 13 giugno, che descrive l’atmosfera che si respirava alla prova generale, poiché «a Parigi è il pubblico delle prove generali che crea il successo nel tempo stesso che assicura il reclutamento di quel pubblico pagante che lo conferma»: 6 questa sera allo Châtelet, la vasta sala del teatro Municipale, c’eran tutti quanti…Tutti quanti …Chi dunque? Dei ministri, degli uomini politici: il Palazzo del Luxembourg ed il Palazzo Berline. L’Accademia, si potrebbe dire anche “le Accademie” o meglio, con una sola parola l’Istituto. E poi la Sorbona: professori gravi che le sale dei teatri non vedono sovente, ma che pel Poeta straniero han saputo vincere la tranquilla ostinatezza delle loro abitudini casalinghe. Ed ancora: la letteratura, il giornalismo e quanto alla critica, parigina, francese ed estera, era al completo. […] Riferire i nomi dei presenti è compito tutt’altro che agevole…Vedemmo, della folta schiera parigina d’autori drammatici Edmond Rostand, Emile Fabre, Eugène Brieux, Tristan Bernard, Henri Lavedeau, Paolo Bourget, Alfred Picard, Henri Bataille, Henri Bernstein, George Feydeau, Dario Niccodemi, Maxime Lerroux, Alfred Poirat e dei letterati Marcel Prevost, Paul Adam, Maurice Metternich 7 , Jules Claretie, Maurice Barrès, René Bazin, Georgette Le Blanc. Nei palchi si notano, presso che al completo, le Ambasciate d’Italia – vediamo il senatore Tittoni e la donna Bice – di Russia – vediamo, in prima linea, il signor Isvolsky e la signora – di Spagna, d’Inghilterra. Qua e là per la sala, ecco il maestro Puccini, Ugo Ojetti, il conte Primoli, il marchese di Rudinì, il duca di Calastra, il principe Ruspali, il marchese Origo, Diego Angeli, la duchessa Castani, Mario Costa, l’editore Treves, il signor Alberini, direttore del “Corriere della Sera” e la signora: una vera élite del mondo aristocratico ed intellettuale italiano, che ha voluto assistere a questa novella prova del poeta in terra di Francia. 5 La definizione è di ANNAMARIA ANDREOLI, Il Vivere Inimitabile. Vita di Gabriele d’Annunzio, Milano, Mondadori, 2000, p. 463. 6 Cit. da LUDOVICO SCHISA, Il successo di «Pisanella» di G. d’Annunzio a Parigi, ne «Il Giornale d’Italia», 13 giugno 1913, corsivo dell’autore. 7 E’ molto probabile che qui ci riferisca a Maurice Maeterlinck, l’autore belga del Pelléas et Mélisande.
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Informazioni tesi

  Autore: Nicola Corrado Cattò
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Emilio Sala
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 276

FAQ

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Parole chiave

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