Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

"La tragédienne du silence". Ida Rubinstein e le musiche di scena per "La Pisanelle" di Gabriele d'Annunzio

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

8 «Ein Genre von unerquicklichster Gemischtheit»: IL TEATRO “CON” MUSICA E LE ESPERIENZE DANNUNZIANE Si è detto essere la Pisanelle uno degli esperimenti più interessanti all’interno di quel filone già di per sé di difficile catalogazione che è il teatro con musica primonovecentesco e, conseguentemente, appartenere il lavoro pizzettiano all’ambito della musica di scena. Ma cosa si intende effettivamente con questi termini? Innanzitutto si può affermare che il teatro con musica comprende un’assai eterogenea quantità di spettacoli in cui la presenza della musica è elemento caratterizzante e insostituibile, ma in forme diverse da quelle del melodramma o dell’opera in musica: con questo non si vuol dire che il canto sia sempre escluso, ma, come nel caso proprio della Pisanelle, esso non è più il normale livello comunicativo a cui tutti i personaggi si esprimono, ma riprende la funzione – più “logica” secondo un punto di vista antioperistico 1 – di “canzone sulla scena”. A partire dalla fine del Settecento, uno degli elementi caratterizzanti di questa diversa forma teatrale è il melologo, termine con cui si intende «la lettura o la declamazione di un testo in poesia o in prosa alternato o sovrapposto a brani per orchestra o per singolo strumento, quasi sempre il pianoforte, che servono da commento musicale» 2 ; il termine italiano è un calco dell’omologa parola spagnola, creata nel 1949 in sostituzione di quelli, storicamente più appropriati ma spesso fonte di equivoci, di melodrama (inglese), mélodrame (o mélo, francese). Il melologo può essere altresì accostato all’antica pratica, nella tragedia greca, della παρακαταλογή, traducibile come “recitazione accompagnata dalla musica” secondo un ritmo assai libero, senza una cadenza uniforme. 3 Importante mi sembra sottolineare che la παρακαταλογή si basa su di un procedimento intimamente connesso con le peculiarità musicali più intime della lingua greca, in cui 1 Va però sottolineato che non tutto quello che si canta, nel teatro con musica, è “canzone sulla scena”: si pensi, per esempio, agli interventi degli dei nelle semi-opere inglesi, francesi o spagnole. 2 Cit. da CESARE SCARTON, Il melologo. Una ricerca storica fra recitazione e musica, Città di Castello, Edimond, 1998, p. 5. 3 Sull’argomento vedi C. SCARTON, Il melologo, cit., pp. 6-8.

Anteprima della Tesi di Nicola Corrado Cattò

Anteprima della tesi: "La tragédienne du silence". Ida Rubinstein e le musiche di scena per "La Pisanelle" di Gabriele d'Annunzio, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Nicola Corrado Cattò Contatta »

Composta da 276 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2218 click dal 06/04/2005.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.