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SMS e relazione d'aiuto: il caso di @gile, un servizio d'ascolto

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- 15 - sospendendo la necessità di agirla, rappresenta per l’appunto l’obiettivo metodologico dell’analisi della domanda» (Morozzo della Rocca, 1993, p. 227). Nell’ambito della consulenza di processo, Schein individua un interessante paragone tra una recita teatrale e la relazione d’aiuto, che lui chiama “recita dell’aiuto” (Schein, 1992). In un intervento efficace di counseling, l’helpee sale sul palcoscenico e dichiara il proprio problema, mentre il consulente di processo (cioè il counselor) svolge il ruolo di un pubblico attento. Quando il cliente finisce si aspetta che sul palco salga l’helper a declamare il suo copione. Se così facesse però colluderebbe con lui assumendo le vesti di esperto o di dottore. Il consulente di processo invece mantiene l’helpee al centro del palcoscenico: si rifiuta di salire e continua a fare sia da ascoltatore che da suggeritore, cioè colui il quale sostiene gli sforzi del cliente nelle vesti di attore che risolve il proprio problema. Se una persona è capace di parlare liberamente con qualcuno che non cerca di dirgli che cosa dovrebbe o non dovrebbe fare, la persona può diventare capace di scorgere nella situazione elementi che prima non era in grado di percepire, e con essi di ristrutturare il suo modo di vedere le cose. In questo modo è possibile trovare nuove vie d’uscita e la capacità di intraprenderle. 2.3 - Competenze d’aiuto La relazione d’aiuto richiede una buona capacità, paziente e rispettosa, interessata e genuina, comprendente e comprensiva, di ascolto. Ascoltare significa essere capaci di recepire e raccogliere ciò che l’altro vuole dirci, di riprenderlo e riassumerlo, ottenendo la sua approvazione. L’ascolto non si situa a livello uditivo, ma soprattutto a livello di significato. Entrare in relazione con i significati dell’altro richiede una forma di ascolto pieno, complesso e attivo. Non si fa attenzione solamente al significato intellettuale (cioè al contenuto), ma anche ai sentimenti provati nella situazione. Una buona capacità di ascolto autentico implica la capacità di saper osservare e di fuggire dalla tentazione di pre-comprensione (Batini, 2001); soltanto in questo modo è possibile percepire veramente i significati dell’helpee. Il rischio che si corre è quello dell’illusione della comprensione: si crede di capire mentre invece non si fa altro che interpretare e proiettare le proprie paure, i propri desideri e i propri significati sulla situazione e sulle parole altrui.

Anteprima della Tesi di Chiara Castelli

Anteprima della tesi: SMS e relazione d'aiuto: il caso di @gile, un servizio d'ascolto, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Chiara Castelli Contatta »

Composta da 184 pagine.

 

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