SMS e relazione d'aiuto: il caso di @gile, un servizio d'ascolto

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- 12 - 2 - LA RELAZIONE D’AIUTO 2.1 - Per una definizione di relazione d’aiuto La relazione d’aiuto è una relazione specifica nella quale una persona è seguita affinché possa raggiungere un adattamento personale ad una situazione a cui non si adatterebbe senza sostegno o senza l’apporto di un terzo (Salomè, 1996). In pratica consiste nel facilitare nel soggetto il processo di decisione responsabile attraverso risposte di comprensione-facilitazione da parte del counselor, nel pieno rispetto dei sentimenti, del vissuto, dei tempi e delle decisioni della persona. Appare chiaro quindi che traduce in atto la caratteristica essenziale del counseling. In una relazione d’aiuto il saper essere dell’helper (vale a dire colui che fornisce aiuto) è l’elemento fondante dell’intervento ed è prioritario rispetto al saper fare. Rogers stesso (in Kinget, 1970) sottolinea che ciò che conta veramente in una relazione d’aiuto, più che essere l’assenza di direttività, è la presenza nell’helper di certi atteggiamenti verso il l’helpee (cioè il cliente, colui che chiede e riceve aiuto) ed una certa concezione delle relazioni umane. L’essenza non è quindi un modo di agire, ma un modo di essere. Nel processo di aiuto (specie in quello rogersiano), l’uso del sé è un fattore fondamentale e deve essere il focus principale di un’adeguata formazione. La relazione d’aiuto è innanzitutto una relazione. Questo significa che è necessario uscire da un’ottica di coincidenza del cliente con il suo bisogno: in una relazione si conosce l’altro come una persona e questo apre le porte ad uno scambio fecondo. È importante tener presente che «l’individuo deve essere trattato come un soggetto e non un oggetto; che le relazioni umane sono relazioni da soggetto a soggetto, più che da soggetto a oggetto; che ognuno è un tu, e non esso» (Rogers, in Giordani, 1977, p. 26). La costruzione della relazione d’aiuto dipende dall’abilità dell’helper di creare un ponte con chi sta vivendo il disagio ma che non è in grado di affrontarlo da solo. Helper ed helpee sono due persone aventi pari dignità e che collaborano alla soluzione di un problema. La differenza tra i due è che il cliente è portatore di un disagio, mentre il counselor, per sua competenza e ruolo, possiede gli strumenti per costruire un progetto di lavoro comune.

Anteprima della Tesi di Chiara Castelli

Anteprima della tesi: SMS e relazione d'aiuto: il caso di @gile, un servizio d'ascolto, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Chiara Castelli Contatta »

Composta da 184 pagine.

 

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