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I germi della realtà: il cinema di Lars von Trier

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12 del libro L’Elemento del Crimine, nel quale sostiene che i crimini prendono origine da un contatto specifico, una fonte d’infezione che si propaga in certe condizioni come i batteri e che per arrivare a coglierne la natura, occorre immedesimarsi nel criminale, apprenderne le abitudini vivere la sua vita. Fisher segue questa strada a pieno stringendo una relazione amorosa con la donna dell’assassino, ripercorrendo tutte le tappe dei suoi delitti, arrivando fino a patire gli stessi atroci mal di testa. All’improvviso arriva alla chiave dei crimini: unisce i punti che indicano i luoghi dei delitti e riesce ad intuire il luogo ed il momento in cui avverrà l’ultimo omicidio. Prepara una trappola per il criminale (Harry Grey), ma le cose gli sfuggono di mano e a causa di un grave errore uccide egli stesso la bambina completando così il disegno di morte dell’assassino. La sequenza finale, quando Peter, il compagno poliziotto di Quinlan, lo fa confessare sul ponte, richiama alla mente quella della diga, quando Fisher scopre di essere lui stesso la vera causa degli omicidi.

Anteprima della Tesi di Francesca Coticoni

Anteprima della tesi: I germi della realtà: il cinema di Lars von Trier, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Coticoni Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

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