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La Cina tra globalizzazione e democratizzazione

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4 produzione e lo stile di vita occidentale non poterono trasmettersi all’Impero di Mezzo e farlo crescere nel senso voluto dai protagonisti di quelle rivoluzioni: infatti, di fronte all’aggressività condita di supremazia militare e tecnologica mostrata dalle potenze imperiali (Russia, Inghilterra, Giappone, Francia, Stati Uniti) nel cercare di aprire il mercato cinese al “commercio internazionale” (vale a dire agli interessi dei paesi avanzati), un’aggressività di cui le Guerre dell’Oppio (1839- 1842, 1856-1860) ed i successivi “Trattati ineguali” 2 (che videro tali potenze spartirsi il Paese riservando le briciole agli altri, come il porto di Tianjin “concesso” all’Italia) sono stati la concretizzazione più immediata, la Cina non ha risposto come il Giappone, che si è riscattato nel periodo degli imperatori Meiji (cioè dal 1868) facendo leva sulla mobilitazione patriottica di stampo nazionalista per rispondere alla sfida occidentale. Con la rivoluzione comunista che ha portato alla nascita della Repubblica Popolare, la Cina ha voltato pagina almeno dal punto di vista del raggiungimento di una completa indipendenza, anche se molti sono stati gli aspetti tipici della società imperiale ereditati dal regime, in special modo la struttura di potere centralizzata, verticistica ed autoritaria. Tuttavia ciò ha avuto un prezzo, ossia la marginalizzazione economica e strategica della Cina nello scacchiere mondiale. Infatti, i ripetuti fallimenti dei tentativi maoisti di sviluppare forzatamente l’economia e la conseguente “uguaglianza nella povertà” si traducevano in esigue capacità militari e nella subordinazione economico-militare rispetto all’omologo sovietico e rendevano diffidente il resto del mondo rispetto alla capacità del regime comunista cinese di garantire la stabilità all’interno ed all’esterno dei propri confini. Ma la vera svolta nella storia cinese si è prodotta a partire dal 1978 con la ascesa al potere di Deng Xiaoping, la cui azione ha dato l’input affinché la Cina tornasse ad essere in tutti i sensi un Impero di Mezzo ed ad attirare su di sé le attenzioni del mondo intero. L’azione riformistica di Deng è stata condotta esclusivamente sul piano economico aprendo l’economia nazionale agli investimenti privati stranieri, restituendo ai privati (sotto forma di concessione di diritti d’uso, non di proprietà) la coltivazione della terra ed iniziando a dar vita, dopo il “sonno giuridico” dell’epoca maoista durante la quale gli affari statali venivano condotti secondo impulsi ideologici, ad una continua 2 Con il Trattato di Nanjing del 1842 al termine della I Guerra dell’Oppio, la Cina doveva cedere Hong Kong all’Impero britannico ed aprire cinque porti propri al commercio con la Gran Bretagna riservandole tariffe preferenziali, concessioni commerciali estese due anni dopo a Stati Uniti e Francia; alla fine della II Guerra dell’Oppio, con la Convenzione di Pechino del 1860 Francia, Gran Bretagna e Russia strappavano nuove piazze commerciali e statuti privilegiati (il cosiddetto regime delle “capitolazioni”, in virtù dei quali i cittadini stranieri con residenza cinese avevano il diritto di essere giudicati da tribunali costituiti da propri connazionali e non dai tribunali locali) per i loro residenti. In più, con la guerra franco-cinese del 1884-85 la Cina rinunciava al proprio protettorato sull’Annam (l’Indocina francese, oggi Vietnam, Laos e Cambogia) e con la guerra sino-giapponese del 1894-95 il Paese cedeva Taiwan e rinunciava al protettorato sulla Corea. Ancora, nel 1898 Germania, Francia, Russia e Gran Bretagna si spartiscono la Cina in zone d’influenza e con la guerra russo-giapponese del 1904-05 il Giappone subentra alla Russia nei propri diritti (sulla Manciuria, ossia la regione nordorientale della Cina). Infine, con l’indipendenza della Manciuria del 1922 e la guerra sino-giapponese del 1937-45, inquadrata nella Seconda Guerra Mondiale, la storia cinese tocca i suoi punti più bassi.
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La Cina tra globalizzazione e democratizzazione

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Pipitone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Internazionale e Comunitario
  Relatore: Giuseppe Sacco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 238

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Parole chiave

cina
cina e giappone
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cina e usa
commercio con la cina
democratizzazione
globalizzazione
investimenti in cina

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