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La Cina tra globalizzazione e democratizzazione

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6 In secondo luogo, la Cina non è un paese omogeneo poiché presenta situazioni differenti nelle varie parti di cui si compone, né sembra particolarmente coeso: sono le regioni meridionali quelle che trainano l’economia e nelle quali si concentrano le attività imprenditoriali private, le migliori infrastrutture ed i più alti livelli di reddito pro-capite e che godono delle maggiori risorse idriche, mentre è in quelle centro-settentrionali, dove si concentrano l’attività agricola ed i combustibili fossili, la gente è più povera, le industrie sono per lo più di proprietà pubblica (anche se specie nelle regioni centrali cresce l’afflusso di investimenti esteri e l’attenzione delle politiche governative) e l’ambiente naturale è più devastato, con un deserto che avanza rapidamente e risorse idriche assenti e/o presenti ed in rapido esaurimento od inquinate; vi è dunque una sperequazione nelle condizioni reddituali tra campagna e città; il paese presenta tendenze separatiste nelle regioni autonome di Xinjiang e Tibet e tendenze protezionistiche a livello provinciale, con barriere doganali interprovinciali che alla luce delle norme WTO dovranno essere abolite. Come è vista, invece, la Cina dagli altri attori internazionali? E che ruolo occupa nello scenario mondiale? Sostanzialmente, si possono distinguere due visioni della Cina a livello internazionale, a seconda che si voglia sottolineare cosa questo paese abbia da dare oppure cosa voglia pretendere, una ripartizione che per sommi capi corrisponde ad una distinzione tra un atteggiamento ottimista e fiducioso da una parte e timoroso e diffidente dall’altra nei confronti del ruolo che questo paese riveste o potrebbe rivestire a livello mondiale. Secondo gli ottimisti, la Cina è ormai diventato un perno dell’economia mondiale, è ormai un paese che con l’adesione alla WTO è stato guadagnato in maniera irreversibile alla causa della globalizzazione economica ed è soprattutto un’opportunità da sfruttare e dalla quale farsi coinvolgere; infatti, quegli attori internazionali governativi e non che intrattengono rapporti economici con il paese asiatico e che da questi hanno tratto vantaggi (soprattutto i paesi dell’estremo oriente asiatico) focalizzano il proprio interesse sulla sua rapida crescita economica e sugli aspetti ad essa connessi: la convenienza di delocalizzarvi la produzione per la presenza di manodopera instancabile ed a basso costo; la crescita della domanda cinese di prodotti esteri (beni finiti, semilavorati, componenti da assemblare, beni strumentali, materie prime di qualsiasi tipo) che stimola in maniera decisa l’economia regionale e mondiale; un mercato interno che con la progressiva crescita dei redditi individuali sarà in grado di assorbire prodotti di qualità e/o contenuto tecnologico sempre maggiore. Inoltre, gli ottimisti tendono a sottolineare i miglioramenti che i processi di riforma delle aziende e delle banche pubbliche intrapresi dal governo hanno permesso di ottenere, ed hanno fiducia che la situazione interna, precaria ma in miglioramento, in materia di diritti umani e libertà fondamentali individuali possa continuare a migliorare mano a mano che si procede nell’apertura del paese alle influenze del mondo esterno.

Anteprima della Tesi di Francesco Pipitone

Anteprima della tesi: La Cina tra globalizzazione e democratizzazione, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesco Pipitone Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.