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Le Acli di Cremona e della sua provincia nel secondo dopoguerra

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dei prigionieri di guerra, ben 1.300.000 7 che, nello sforzo di dimenticare il più rapidamente il conflitto ed il suo portato negativo, furono trattati con freddezza se non addirittura con fastidio 8 . Insomma, se l’Italia del 1945 apparve subito come una realtà provata in tutti i sensi, questo non impedì una rapida rinascita del paese sia dal punto di vista produttivo (anche grazie ai cospicui aiuti erogati dagli Stati Uniti d’America tramite l’Unrra 9 , l’United nations relief and rehabilitation administration) sia da quello della socialità, con il veloce risorgere e svilupparsi di partiti ed associazioni di vario genere i quali, tornati ad operare alla luce del giorno man mano che la penisola veniva liberata dalle truppe alleate, con la conclusione delle vicende belliche moltiplicarono le proprie iniziative, dando il via ad una fase caratterizzata da un vivace e variegato dibattito destinato a durare fino al 1948 10 . In particolare molto intensa fu l’attività sviluppatasi in seno al mondo cattolico, con la nascita di un partito politico, la Democrazia Cristiana guidata da Alcide De Gasperi ed attiva a partire dalla fine del 1942 11 , una nuova stagione di ampi consensi per l’Azione Cattolica e, non ultima, la creazione delle Acli, le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani. Le Acli nacquero in seguito alla firma del patto di Roma (9 giugno 1944) da parte di Giuseppe Di Vittorio, Achille Grandi ed Emilio Canevari in rappresentanza, rispettivamente, del Partito Comunista, della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista: tale accordo diede vita alla Cgil (Confederazione generale italiana del lavoro) unitaria, in cui le Acli rappresentavano la corrente cristiana del nuovo sindacato 12 , cioè erano chiamate a difendere le istanze e le idee del mondo cattolico in seno alla Confederazione. Per Grandi le Acli avrebbero dovuto “curare la formazione religiosa, morale e sociale dei lavoratori cristiani, contribuendo a salvaguardare la t 7 Cfr. S. Lanaro, Storia dell’I alia repubblicana, cit., p. 17. 8 Cfr. ibidem, p. 14. 9 Cfr. G. Mammarella, L’Italia contemporanea 1943-1998, cit., pp. 87–88. 10 Cfr. ibidem, pp. 53–57. 11 Cfr. Agostino Giovagnoli, Il partito italiano. La Democrazia Cristiana dal 1942 al 1994, Roma–Bari, Laterza, 1996, pp. 33–34. 12 Cfr. Carlo Felice Casula, Le frontiere delle Acli, Roma, Edizioni Lavoro, 2001, pp. 15–16. 23

Anteprima della Tesi di Simone Riboldi

Anteprima della tesi: Le Acli di Cremona e della sua provincia nel secondo dopoguerra, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simone Riboldi Contatta »

Composta da 334 pagine.

 

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