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Il crack Parmalat: una truffa agevolata dal conflitto di interessi degli organi di controllo

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6 1.2 Lo sbarco in borsa Nel 1988 Tanzi, spinto dalla crisi che stava vivendo, fu ad un passo dal vendere la società alla Kraft. Il colosso alimentare americano iniziò le trattative. Dopo un’approfondita analisi del gruppo che evidenziava limitate possibilità di sviluppo legate sia alla crisi finanziaria che alla flessione delle vendite del latte a lunga conservazione, formulò un’offerta che Tanzi e i suoi soci ritennero insufficiente. Per uscire dalla profonda crisi che si presentava, Tanzi dovette ricorrere alla Borsa dalla quale era stato distante per 28 anni. La quotazione di Parmalat avvenne attraverso una procedura implicita che garantiva però il vantaggio di essere molto più rapida e meno esposta a controlli. Il progetto di salvataggio, che si sarebbe concluso con la quotazione in borsa, cominciò nel settembre del 1989 con l’ingresso di Tanzi in una società estranea al gruppo già quotata in borsa attraverso l’acquisto di una prima quota di circa il 51%, coperta dalla cessione di una rilevante quota di una società appartenente al gruppo(20% di Coloniale equivalente a 89 miliardi£). Successivamente Tanzi attraverso la partecipazione nella società quotata, che aveva come regione sociale Finanziaria centro nord, rilevò in momenti diversi quote della Parmalat pagandole con risorse attinte dalla Borsa di cui tale società faceva parte. Per completare il risanamento era necessario un ulteriore aumento di capitale di circa 600 miliardi£ che serviva a pagare le quote mancanti della Parmalat. Purtroppo i potenziali investitori, in un momento di congiuntura internazionale negativa legata alla

Anteprima della Tesi di Stefano Lotto

Anteprima della tesi: Il crack Parmalat: una truffa agevolata dal conflitto di interessi degli organi di controllo, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Stefano Lotto Contatta »

Composta da 181 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.