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Il lavoro flessibile: progresso o recessione? Ricerca empirica nel territorio comasco.

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8 Proprio nel corso degli anni Cinquanta, soprattutto nel settore meccanico, si realizzarono importanti cambiamenti: si diffusero le macchine, il taylorismo 2 e la catena di montaggio, e mutò la figura tipica dell'operaio. Gli operai specializzati diminuirono sempre più a fronte del nuovo sistema di produzione che impiegava soprattutto operai semplici. La catena di montaggio, infatti, introdusse una nuova organizzazione del lavoro che prevedeva che i lavoratori fossero addetti ad una singola operazione, ripetitiva, sempre uguale, il cui svolgimento poteva essere appreso nel giro di pochi giorni. E’ in tale contesto che si sviluppò il movimento operaio, la cui lotta di emancipazione portò all'introduzione negli ordinamenti giuridici di una sempre più ampia regolamentazione del lavoro subordinato. Il nucleo più significativo della disciplina si caratterizzò, sin dagli inizi, come legislazione marcatamente protettiva a favore dei lavoratori. Si cominciò, pertanto, sia con l'intervento della legislazione statale, sia con quello dei sindacati, a contenere le forme più intense di sfruttamento 2 Nel 1911, negli Stati Uniti, un ingegnere, Frederick Taylor, pubblicò un libro sull'organizzazione scientifica del lavoro destinato ad avere un impatto fondamentale sulla società e l'economia mondiali degli anni seguenti. La teoria, che prese il nome di “Taylorismo” sosteneva che il lavoro operaio si può organizzare scientificamente, in base a leggi che, appunto come nelle scienze, siano valide sempre ed in ogni contesto. Disponeva inoltre che l'organizzazione del lavoro operaio deve essere decisa da specialisti e gli operai devono unicamente eseguire il lavoro sulla base delle indicazioni ricevute; che era necessario studiare , nel lavoro dell'operaio, tutti i movimenti inutili, ed eliminare quindi i movimenti falsi, inutili e pigri; che non sono più necessari gli operai specializzati, ma sono sufficienti operai comuni che devono semplicemente svolgere un lavoro ripetitivo e monotono; che l'operaio non debba aver più alcun contatto con il prodotto finito, poiché egli deve lavorare solo su una piccolissima parte di questo prodotto e la sua attività è solo una piccola porzione del lavoro necessario a costruirlo. Il Taylorismo introdusse così nel mondo del lavoro la catena di montaggio che prevedeva la parcellizzazione, frantumazione e la rigida divisione del lavoro di fabbrica.

Anteprima della Tesi di Luisa Fabricatore

Anteprima della tesi: Il lavoro flessibile: progresso o recessione? Ricerca empirica nel territorio comasco., Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luisa Fabricatore Contatta »

Composta da 302 pagine.

 

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