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La tutela delle minoranze nazionali in Europa

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17 diritti fondamentali agli Stati in questione, e quindi come, nonostante lo Stato fosse riconosciuto quale unico soggetto di diritto internazionale, le minoranze fossero tutelate come collettività e non solo come singoli individui. I trattati avevano piena valenza interna: lo Stato in questione era obbligato a rispettare il trattato e ad invalidare tutte le leggi, i regolamenti o gli atti giuridici riguardanti provvedimenti verso le minoranze che fossero in conflitto con il trattato. Oltre a tali obblighi, per la prima volta, il sistema tutelativo delle minoranze era sottoposto ad una garanzia di diritto internazionale, tramite la tutela della Comunità degli Stati: questo fu decisamente un passo in avanti per il diritto internazionale e per la tutela delle minoranze. Tale sistema di garanzia permetteva che le singole norme dei trattati sulle minoranze potessero venir modificate solo con l’approvazione della maggioranza del Consiglio della Società delle Nazioni, mentre ogni membro del Consiglio della Società si impegnava a riferire al Consiglio stesso ogni violazione dei trattati che riguardavano la tutela delle minoranze. Inoltre, la Corte Permanente di Giustizia Internazionale, secondo l’art.14 del Covenant (lo Statuto della Società delle Nazioni), era designata come arbitro su questioni di interpretazione dei trattati sulle minoranze esprimendosi in proposito tramite le advisory opinions. In base alla formulazione e all’impostazione dei trattati, solamente gli Stati avevano il diritto di rilevare le violazioni in materia. Tuttavia, ai soggetti appartenenti alle minoranze fu attribuita, dal 1920, una facoltà che fino ad allora nel diritto internazionale era stata evitata: il diritto di petizione. Il diritto di petizione, come visto, non venne concesso immediatamente, infatti né durante la preparazione dei trattati di pace né durante quella dei trattati per le minoranze venne approvato questo diritto, perché un passo simile certamente contrastava con la tradizionale concezione, al tempo ancor più accentuata, dello Stato come unico soggetto di diritto internazionale. Ma se la questione non apparve immediatamente nei trattati, essa sorse successivamente. L’inizio del Sistema di petizione è da rinvenirsi nelle accuse mosse dalle comunità ebraiche polacche, le quali riferirono innanzi al Consiglio della S.d.N. di pogrom e repressioni subite nello Stato polacco. La causa fu immediatamente presa a cuore da Wilson e dalla Gran Bretagna, che premevano per la creazione di una commissione ad hoc, composta da un membro per ogni Stato, che si occupasse della tutela delle minoranze nei nuovi
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La tutela delle minoranze nazionali in Europa

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Carapelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Riccardo Proff. Pisillo Mazzeschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 217

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Parole chiave

conflitti etnici
consiglio d'europa
diritti umani
minoranze etniche
minoranze nazionali
osce
repubbliche baltiche
unione europea

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