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La tutela delle minoranze nazionali in Europa

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6 internazionale che si è occupato della problematica in maniera specifica. Tale Organizzazione, come vedremo, ha affrontato la questione predisponendo dei trattati speciali, separati da quelli di pace. Questi Trattati furono stipulati dalle potenze alleate vincitrici, dopo la prima guerra mondiale, con ognuno dei nuovi Stati nati dalla disgregazione degli Imperi (Ottomano e Austro-ungarico). Con tali trattati lo Stato in questione si impegnava a riconoscere alle minoranze una complessa serie di diritti. La Società delle Nazioni, onde dare maggior voce alle minoranze nazionali e rendere il sistema di protezione più efficiente, istituì la procedura di Petizione: si trattava di un meccanismo che, tramite la collaborazione della Corte Permanente di Giustizia Internazionale, di un Comitato ad hoc, e del Consiglio della Società, riceveva petizioni dalle minoranze che ritenevano di essere vittime di violazioni da parte dello Stato. Se il Comitato appurava l’esistenza della violazione in corso, il Consiglio interveniva con raccomandazioni allo Stato in questione. Il Sistema di petizione era, nelle intenzioni, un rilevante risultato del diritto internazionale, anche se, negli effetti concreti non fu molto efficiente, in quanto caratterizzato dalle medesime carenze della Società delle Nazioni nel suo complesso. L’analisi, dalla Società delle Nazioni, passa alle Nazioni Unite. A seguito del mutato approccio giuridico alla questione, le Nazioni Unite si sono occupate del problema in maniera assai diversa da come se ne occupò la S.d.N. Quest’ultima affrontò il problema secondo un approccio giuridico teso a difendere la collettività ed il gruppo minoritario; le N.U. invece trattarono la questione in conformità ad un approccio giuridico individualista, ossia tutelando l’individuo più che il gruppo. Di questa nuova concezione giuridica del problema, si fa portatore l’Articolo 27 del Patto intrenazionale sui diritti civili e politici del 1966, ma anche la Sub- Commissione sulla prevenzione della discriminazione e sulle minoranze nazionali. Tuttavia la Risoluzione del 1992 sulla protezione delle minoranze, risentendo dei mutamenti geoopolitici dei primi anni novanta, si allontana dall’approccio giuridico tradizionale. In tale documento la tutela delle minoranze nazionali è concepita in maniera più complessa, articolata; si afferma la necessità di proteggere le minoranze non solo concependole un insieme di singoli, ma anche come collettività accomunate da una medesima identità etnica, culturale, religiosa e linguistica.
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La tutela delle minoranze nazionali in Europa

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Carapelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Riccardo Proff. Pisillo Mazzeschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 217

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Parole chiave

conflitti etnici
consiglio d'europa
diritti umani
minoranze etniche
minoranze nazionali
osce
repubbliche baltiche
unione europea

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