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La pericolosità sociale - Qualità indizianti e prognosi criminale connessa all'applicazione delle misure di prevenzione

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10 La riabilitazione emerge dall'esigenza di adottare, nel trattamento esecutivo di tali soggetti, un particolare regime educativo o curativo e di lavoro, avuto riguardo alle tendenze e alle abitudini criminose della persona, ed in genere, al pericolo sociale che da essa deriva (art. 213 c.p. comma 3). La neutralizzazione costituisce una finalità immanente alla durata indeterminata delle misure di sicurezza che, non potendo essere revocate se le persone ad esse sottoposte non hanno cessato di essere socialmente pericolose (art. 207 comma 1 c.p.), consentono una difesa preventiva suscettibile di protrarsi indefinitamente. Da tale disposizione risulta che il legislatore ha inteso accogliere due principi fondamentali. Da un lato ha sancito che presupposto indispensabile per la dichiarazione di pericolosità è la commissione di un fatto che la legge in astratto configura come reato, escludendosi così le tendenze più estreme del positivismo che volevano che il giudizio di pericolosità fosse svincolato da tale presupposto 4 . Dall'altro che l'essenza della pericolosità debba consistere nella probabilità che il soggetto possa compiere in futuro, non fatti genericamente contrari agli interessi della collettività, ma fatti specificamente configurabili quali fattispecie di reati. Poiché nella definizione contenuta nell'art. 203 comma 1 c.p. 5 , sia l'elemento indiziante, sia quello indiziato, sono costituiti da illeciti penali, in dottrina si è ritenuto che fosse più appropriato parlare di pericolosità criminale piuttosto che di 4 L'unica eccezione è data dalle ipotesi indicate negli artt. 49 e 115 c.p., le quali contemplano rispettivamente il reato impossibile, e la istigazione ad un delitto non accolta o l'accordo criminoso non seguito da reato. Si tratta nella sostanza di ipotesi nelle quali vi è una volontà delittuosa pienamente manifestata, senza che ad essa sia seguita l'azione. 5 L'art. 203 c.p. comma 1, stabilisce:agli effetti della legge penale è socialmente pericolosa la persona anche se non imputabile o non punibile, la quale ha commesso taluni dei fatti indicati nell'articolo precedente (ovvero un fatto di reato o di quasi-reato), quando è probabile che commetta nuovi fatti previsti dalla legge come reato.

Anteprima della Tesi di Pasquale Striano

Anteprima della tesi: La pericolosità sociale - Qualità indizianti e prognosi criminale connessa all'applicazione delle misure di prevenzione, Pagina 10

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Pasquale Striano Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

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