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I media della Chiesa italiana

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Capitolo 1 15 1.2 Pio XI: il Papa va in radio Prima di arrivare al 1963, anno di promulgazione dell’Inter Mirifica, occorre ricordare importanti documenti che testimoniano la partecipazione e l’attenzione della Chiesa nei confronti dei mezzi di comunicazione che caratterizzavano la modernità. È il caso dell'enciclica Divini Illius Magistri (1929) in cui Pio XI aveva denunciato i pericoli derivanti da un uso distorto di stampa, radio e tv. Il Papa era ritornato sull’argomento della comunicazione di massa nella Casti Connubii (1930) e nell’enciclica Vigilanti cura (1936) interamente dedicata al cinema 15 . Sempre Pio XI citò la radiofonia per la prima volta nel 1928, e nella Divini illius Magistri trattò delle "radiofonicae auditiones" quali “mezzi di divulgazione, occasioni dell’educazione”. In argomento, due eventi caratterizzano il suo pontificato: la prima riguarda la trasmissione via radio delle funzioni liturgiche, vietata nel 1927-28 dal Sant’Uffizio e nel 1936 dalla Sacra Congregazione dei Riti. L’altra riguarda la Radio Vaticana, inaugurata il 12 febbraio 1931 e dalla quale Pio XI poté trasmettere il messaggio Audite Coeli. Da notare che egli da un lato vide nel medium-radio un sussidio di predicazione e campo d’Azione Cattolica, e non un vero e proprio strumento di comunicazione umana, e dall'altro utilizzò Radio Vaticana più che altro quale microfono e sua cattedra personale. In omnem terram exivit sonus corum fu il primo annuncio vero e proprio che fece riferimento all’apostolato da diffondersi e spargersi in tutto il mondo, e perciò all’apostolato della radio. Nei primi decenni del secondo dopoguerra in Italia l'atteggiamento verso i media subì l'influsso di una cultura dell’intransigenza

Anteprima della Tesi di Eliana Pulichino

Anteprima della tesi: I media della Chiesa italiana, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Eliana Pulichino Contatta »

Composta da 175 pagine.

 

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