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La secessione slovena, l’Italia e la Regione Friuli Venezia Giulia durante la crisi

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14 Questa divisione ideale percorre la Jugoslavia lungo il confine che separa Slovenia e Croazia dalle altre Repubbliche jugoslave 21 . Si trattava di ridiscutere la distinzione, dimenticata durante gli anni del bipolarismo, tra Europa centrale o mitteleuropea, ed Europa orientale. Se la CEE avesse sostenuto da subito tale linea di confine avrebbe di fatto concepito due zone distinte all’interno della Federazione jugoslava: una zona, comprendente Slovenia e Croazia, definita propriamente europea ed una zona ortodossa e musulmana appartenente all’Europa orientale vera e propria. Tale concezione avrebbe quindi l’Europa a sostenere la disgregazione della Jugoslavia e lo sconvolgimento dello status quo. Le posizioni dei Dodici restarono perciò molto incerte riguardo a tali teorie divisorie. I governi occidentali preferirono continuare a sostenere il governo federale di Ante Markovic e le riforme, con l’obiettivo di mantenere l’unità dello Stato jugoslavo e lo status quo nei Balcani. Un altro problema riguardava il fatto che l’Europa occidentale, così come gli Stati Uniti, sosteneva due principi la cui contraddittorietà era evidente: il diritto all’autodeterminazione dei popoli e l’intangibilità dei confini. I membri della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa 22 avevano firmato a Parigi, nel 1990, una dichiarazione nella quale si riconosceva il diritto dei popoli all’autodeterminazione ma, d’altro canto, si stabiliva anche l’intangibilità dei confini. A tale contraddizione era difficile trovare una soluzione di compromesso: basarsi sull’intangibilità delle frontiere significava sostenere in modo assoluto la sopravvivenza della Jugoslavia ed affermare soltanto in via teorica il diritto all’autodeterminazione. Si trattava di trovare il giusto equilibrio tra la salvaguardia della stabilità in Europa ed il diritto all’autodeterminazione. L’indipendenza della Slovenia e della Croazia non poteva realizzarsi se condizionata al divieto di modificare i confini della Federazione. D’altra parte, la disgregazione della Jugoslavia avrebbe potuto innescare un effetto a catena in tutta l’Europa orientale. Le variabili etniche, linguistiche e socio-economiche erano molto complesse, soprattutto in Unione Sovietica dove, con il crisi del regime, si stavano moltiplicando e rafforzando le spinte secessioniste. Riconoscere l’indipendenza di 21 Huntington S. P. , Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale, Milano, Garzanti, 1997, pg. 228-229. 22 Per semplicità da ora in poi useremo l’acronimo CSCE.
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La secessione slovena, l’Italia e la Regione Friuli Venezia Giulia durante la crisi

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Tesi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze internazionali e diplomatiche
  Relatore: Cesare Prof. La Mantia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

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Parole chiave

friuli venezia giulia
guerra nell'ex jugoslavia
indipendenza della slovenia
politica estera italiana
ruolo delle regioni nelle relazioni internazionali

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