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La secessione slovena, l’Italia e la Regione Friuli Venezia Giulia durante la crisi

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9 governi repubblicani, dato che la scomparsa del pericolo di invasione sovietica avrebbe reso l’azione delle Repubbliche secessioniste molto più fluida. La mancanza di controllo da parte dell’Unione sovietica faceva svanire l’unico limite che avrebbe potuto frenare il crollo dello Stato jugoslavo. Allo scoppio del conflitto in Slovenia, l’Unione sovietica cercò di tenersi al di fuori della questione. Il 3 luglio 1991, il portavoce del governo sovietico, Vitali Ciurkin, espresse grande rammarico per le vittime degli scontri tra l’Armata popolare jugoslava e la Difesa territoriale slovena, ed invitò le parti a risolvere la crisi con un compromesso politico 6 . Il governo russo sperava che tale compromesso potesse essere agevolato dalla moratoria di tre mesi dell’indipendenza proposto dalla Comunità europea. In un messaggio congiunto, Gorbaciov ed il Ministro degli Esteri Bessmertnikh si dichiararono a favore di una soluzione che non modificasse i confini federali 7 . Un elemento che rendeva ancor più complessa la presa di posizione sovietica, era rappresentato dal fatto che la Serbia considerava l’Unione sovietica come un suo alleato. Storicamente, la Russia e poi l’Unione sovietica avevano avuto un rapporto privilegiato con Belgrado, piuttosto che con Lubiana e Zagabria. Il retaggio storico legava i due Paesi ma, in questo caso, l’Unione sovietica non poteva schierarsi dalla parte del nazionalismo serbo. Prendere le parti della Serbia significava allontanarsi dalla posizione assunta dai Paesi occidentali, perdendone l’appoggio in un momento molto delicato per la propria situazione interna. La dirigenza serba, e soprattutto Milosevic, contavano sulla mediazione sovietica. Essa avrebbe potuto fare da contrappeso all’intervento della CEE che, con l’evolversi della crisi, la Serbia considerava sempre meno orientato a suo favore 8 . A novembre, Milosevic e Tudjman firmarono un accordo sul cessate il fuoco grazie alla mediazione di Gorbaciov, il quale continuò a sostenere la sopravvivenza della Jugoslavia, considerando il favore verso l’indipendenza della Slovenia e della Croazia come un approccio superficiale ed irresponsabile 9 . 6 Il Corriere della Sera, 4 luglio 1991. 7 Ibidem, 8 luglio 1991. 8 Limes, op. cit., pg. 208-209. 9 Ibidem.

Anteprima della Tesi di Sara Tesi

Anteprima della tesi: La secessione slovena, l’Italia e la Regione Friuli Venezia Giulia durante la crisi, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sara Tesi Contatta »

Composta da 168 pagine.

 

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