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Stima del capitale sotto rischio di assicurazioni e banche: le nuove normative europee a confronto

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15 In generale è dalla rischiosità dei contratti che dipende il capitale “assorbito” (o le riserve accantonate) a garanzia dei contratti stessi; poiché il capitale assorbito ha un costo, il rischio finisce col pesare sugli utili, sui profitti e sul valore dell’impresa stessa. Il capitale costituisce un ammortizzatore contro rischi sostenuti, perdite future attese e non e contro la svalutazione degli accantonamenti (soprattutto per le compagnie assicurative). Per ogni azienda quindi il patrimonio è il “cuscinetto” che tutela i terzi creditori dagli effetti di eventuali perdite. Fatti salvi alcuni limiti minimi imposti dal codice civile, la dimensione del patrimonio viene lasciata all’autonomia delle parti. Nel caso di banche e assicurazioni però sono state previste delle precise normative che impongono livelli minimi di capitale. Esistono diverse ragioni che giustificano la presenza di adeguati livelli di patrimonializzazione (regulatory capital) per assicurazioni e banche. Prima fra tutte, la necessità di tutelare i clienti tipici di banche e assicurazioni: rispettivamente creditori privati (il pubblico dei depositanti) e i detentori delle polizze (gli shareholders), ovvero investitori non professionali sprovvisti di un’adeguata cultura finanziaria e in quanto tali meritevoli di tutela. Inoltre la comprensibile volontà degli intermediari di diversificare i rischi e di ottimizzare il rapporto rischio-rendimento del capitale economico e l'intensificarsi delle transazioni tra imprese operanti nei diversi settori dell'intermediazione finanziaria - con particolare riguardo a quelli bancario e assicurativo - ha richiamato l'interesse delle Autorità di vigilanza sui riflessi in termini di stabilità del sistema finanziario e sulle opportunità di arbitraggio regolamentare derivanti dalle differenze nelle discipline prudenziali. L’esigenza di prevenire questi arbitraggi normativi suggerisce l’opportunità di individuare forme di disciplina armonizzata per gli aspetti comuni di rischio. In ultima analisi va sottolineato il ruolo che stanno svolgendo le Autorità di vigilanza in relazione alle questioni patrimoniali di banche e assicurazioni. Esse hanno spostato la loro attenzione dagli strumenti di tipo strutturale a quelli di tipo prudenziale: hanno, infatti, impostato i loro recenti interventi sulla centralità del vincolo patrimoniale quale elemento di primaria garanzia nell’affrontare eventuali crisi di insolvenza, e sull’esigenza di imporre agli intermediari uno stretto controllo interno dei rischi. Si è già sottolineato come i due aspetti siano profondamente correlati fra loro: le necessità di dotazione patrimoniale minima dipendono dal rischio complessivamente assunto e sistemi di controllo interno efficaci consentono di misurare tale rischio, nelle sue
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Stima del capitale sotto rischio di assicurazioni e banche: le nuove normative europee a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Daniela Bonanomi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Federica Pizzaballa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

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