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La Sala Borsa di Bologna: tra funzione urbanistica e ruolo pubblico

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14 Tra il 1055 e il 1070 vengono erette le mura dei torresotti, anche se la costruzione effettiva delle opere in muratura ebbe luogo solo dopo che Barbarossa fece atterrare la cinta di selenite nel 1163; i lavori si conclusero poi verso il 1192 33 . Ad ovest e a nord le mura inglobano le aree della civitas destructa, ad est l’addizione longobarda e a sud i borghi sviluppatisi dopo il Mille. Lo scopo della costruzione delle mura dei torresotti fu la necessità di apprestamenti difensivi che l’adesione della città alla Lega Lombarda nel 1167 rendeva urgente, e soprattutto quello di proteggere la maggior parte dei borghi che si erano andati sviluppando nell’alto Medioevo: a seguito dello sviluppo demografico ed economico della città, infatti, fin dall’inizio dell’XI secolo, si assiste a una formazione di borghi artigianali e commerciali al di fuori della cinta di selenite, lungo l’addizione longobarda, a sud, nella zona occidentale 34 . Le mura dei torresotti hanno lasciato segni visibili nei percorsi stradali ad andamento circolare che, come ci suggerisce L. Mumford 35 , testimoniano l’espansione e la crescita della città “come gli anelli annuali degli alberi”. All’interno delle mura dei torresotti, almeno fino alla prima metà del Duecento, vi è un vero e proprio groviglio urbanistico, un dedalo di case e vicoli determinato dalle casate magnatizie: le dimore dei magnati erano edifici simili a castelli, ben adatti alla difesa e dominati dalle superbe torri delle famiglie più potenti. Se un tempo se ne contavano circa 180, oggi se ne conservano assai poche, tra cui le due più famose degli Asinelli e della Garisenda, che Dante, per la sua inclinazione, paragonò al gigante Anteo in atto di chinarsi 36 . Le casate in questione avevano poca o nessuna considerazione per le esigenze collettive 37 , contribuendo con la grandezza dei loro 33 Per la costruzione della cinta dei torresotti, cfr A. I. Pini, Le ripartizioni territoriali cit., pp. 26-28. 34 Sulla formazione dei primi borghi oltre la cinta di selenite, si rimanda a A.I.Pini, Le ripartizioni territoriali cit., pp. 25-26. 35 Cfr L. Mumford, La città nella storia, trad.it. Milano, Etas Kompass 1967, p. 394. 36 Inferno, canto XXXI, verso 136. 37 D. Herlihy, nel suo libro Società e spazio cit., alle pp.186-187, analizza le città toscane in relazione al tipo di sfruttamento dello spazio urbano, giungendo all’elaborazione di un modello che è quello della “città patrizia”: nonostante a Bologna, a differenza delle città analizzate dallo studioso, non esistessero grandi
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La Sala Borsa di Bologna: tra funzione urbanistica e ruolo pubblico

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Informazioni tesi

  Autore: Mariachiara Montera
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Franco Farinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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