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La Sala Borsa di Bologna: tra funzione urbanistica e ruolo pubblico

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15 edifici all’esistenza di strade buie e strette, di portici stretti e bassi: le fogne poi erano e cielo aperto 38 . L’unico elemento ordinatore è dato da una spontanea zonizzazione professionale nella zona del Quadrilatero, come vedremo quando arriveremo a trattare dei mercati di Bologna. Dal Medioevo comincia finalmente ad affermarsi una vera e propria tecnica urbanistica, che coincide con una estetica generale: nel corso di tutto il Duecento, infatti, vengono emanate una serie di disposizioni e norme relative alla conservazione delle mura, alla qualità dei materiali da costruzione, alle porzioni di suolo pubblico illegalmente occupate che devono essere restituite, alla costruzione di portici, la cui massiccia diffusione è uno dei tratti urbanistici più evidente nella Bologna del Medioevo 39 . famiglie feudali inurbate, si può tranquillamente applicare lo stesso modello al fine di rilevare, nella struttura urbana di Bologna, l’esistenza di una simile struttura sociale, che vede il predominio delle antiche case magnatizie con il loro disprezzo per l’esterno e le altre casate. Non è un caso se fino all’inizio del Duecento scarseggino luoghi e strutture pubbliche. A questo riguardo cfr. G. Ricci, Bologna, Laterza, pp 43-46, e nota 46 a p. 46. 38 Per tentativi di ricostruzioni all’interno della città fra il XII e il XIV secolo, si rimanda a: A. Hessel, Storia della città cit., p. 231; G. Zucchini, Edifici di Bologna, I, Roma 1931; II, Roma 1954; III (aggiornamenti fino al 1976 curati da F. Rodriguez), Bologna, Officina Grafica Bolognese 1977; cfr. inoltre C.Ricci, G.Zucchini, Guida di Bologna, Bologna, Alfa 1968. 39 Cfr. G. Ricci, Bologna cit. p. 50.

Anteprima della Tesi di Mariachiara Montera

Anteprima della tesi: La Sala Borsa di Bologna: tra funzione urbanistica e ruolo pubblico, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Mariachiara Montera Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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