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La Sala Borsa di Bologna: tra funzione urbanistica e ruolo pubblico

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9 l'asse litorale va da Rimini ad Aquileja. I due assi pedemontani sono poi congiunti fra loro da alcune trasversali diagonali che si innestano ai centri mediani di Piacenza e Cremona. Si viene così a creare uno schema triangolare, col lato minore sul mare Adriatico, che anche al suo interno è articolato in triangoli e a cui si raccorda una maglia a fili compatti e struttura ortogonale, ottenuti attraverso la centuriazione coloniale. Lungo questi assi, e soprattutto in relazione alle zone centuriate, vengono create le nuove città, che nascono quindi conseguentemente alla nascita delle strade. Questa consequenzialità è relativa a quel periodo: è evidente, all’interno del programma espansionistico romano, come l’avanzata militare e l’insediamento itinerario e urbano fossero coordinati sequenzialmente. Dell'insediamento romano sono tuttora visibili tracce e ravvisabili tendenze mai scomparse: innanzitutto, permane tuttora, l'impianto viario ortogonale del centro 13 ; nello sviluppo urbano bolognese, poi, non è mai scomparsa la tendenza a una zonizzazione residenziale, che consiste nell'addensarsi di residenze signorili nelle aree subcollinari 14 . Il segno sicuramente più vistoso nel corpo della città romana è il decumano massimo, che corrisponde oggi alle vie Rizzoli e Ugo Bassi, lungo circa 700 mt, agli estremi dei quali due carrobbi generano due ventagli stradali, che rendono possibile il collegamento tra la viabilità urbana e quella regionale: a questo proposito bisogna notare come il decumano e la via Emilia non siano perfettamente coincidenti nel loro orientamento, questo perché il 13 È bene sottolineare un punto della discussione nel volume di G. Ricci che riguarda la produzione cartografica relativa al lascito della fondazione romana, ma che in generale riguarda il processo di ricostruzione di quel periodo al di là delle fonti cartografiche: Ricci lamenta una limitatezza dell'effettivo “contenuto di memoria storica” nella produzione citata, ma conviene che questa scarsa memoria “è tanto più comprensibile nel caso di Bologna, dove non si sono avute cesure catastrofiche che abbiano fissato il volto della città antica, e dove i romani, come nella maggior parte delle città cispadane, non hanno lasciato emergenze monumentali, bensì soltanto tracce e «sinopie», per quanto durevoli, vaste e capillari”. L'autore ci ricorda infatti come i tessuti urbanistici dell'Emilia siano fra quelli conservati meglio, a differenza delle condizioni degli edifici, che sono fra le peggiori. (cfr. G. Ricci, Bologna cit., nota 20 pag 17). 14 A parlarcene è D. Scagliarini, in L'insediamento residenziale e produttivo nel suburbio di Bologna romana, in «Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le province di Romagna.», n.s., XX 1970, pp.137-153. Scagliarini ci ricorda poi che questa tendenza è accompagnata da un'altra, per cui gli impianti produttivi si erano venuti installando nella pianura ad ovest, nord ed est della città.
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La Sala Borsa di Bologna: tra funzione urbanistica e ruolo pubblico

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Informazioni tesi

  Autore: Mariachiara Montera
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Franco Farinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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