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Socialismo e cultura in Italia nel periodo della Seconda Internazionale

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risalterà la difesa in favore del marxismo contro la tendenza a ridurlo a semplice repertorio linguistico, privo di valore epistemologico 6 . Il rinnovamento degli studi sulla cultura del Psi non può non lasciare l’impressione di una forte domanda sul presente, sull’identità e sul senso della militanza, in un momento di crisi di certezze. Seguendo l’evolversi della osservazioni di Paolo Favilli, se a metà degli anni Ottanta lo storico constatava come fosse in atto una seconda e decisiva crisi del marxismo 7 , nel 2000 prendeva atto pessimisticamente della fine di questo processo affermando che “non esiste più la classe operaia in questa fine secolo. Ci sono soltanto operai” 8 . Nella mia rassegna ho cercato di operare una lettura completa di quanto prodotto sulla cultura socialista dagli anni Settanta fino alla fine del Novecento 9 . Non mi sembra da condividere la lettura che identifica negli anni Settanta, in particolare verso la fine del decennio, il momento migliore per i nuovi studi sulla cultura socialista 10 . La fase in cui si registra una maggior produzione storiografica coincise, grosso modo, con gli anni Ottanta. Semmai lo sforzo creativo degli anni Settanta sembrava aprire una serie di prospettive; era latore di un gran numero di promesse storiografiche. Invece gli studi successivi agli anni Settanta si limitarono semplicemente a ripercorrere e approfondire i solchi già tracciati 11 . Esistono due rassegne sulle nuove ricerche sulla cultura socialista, compilate da Stefano Pivato e da Silvia Dominici, che suffragano la mia lettura e l’opportunità, nell’analisi, della mia scansione cronologica maggiormente incentrata sugli sviluppi degli anni Settanta. La rassegna di Pivato, compilata nel 1981, sanciva la nascita di questo nuovo interesse per la cultura socialista all’interno della storiografia del movimento operaio e ne definiva gli aspetti basilari e le direzioni intraprese. Inoltre, anche se limitata soprattutto alla recensione degli articoli e dei saggi apparsi su «Movimento operaio e socialista», coglieva alcune precise prese 6 Cfr. F. De Giorgi, La storiografia di tendenza marxista, cit. , pp. 117-118. 7 Cfr. P. Favilli, Storia e socialismo: letture marxiste di Ettore Ciccotti, «Ricerche storiche», 15 (1985), n. 2, pp. 373-4. 8 P. Favilli, Gli storici italiani e le identità di classe, cit., p. 9. Per una prima valutazione si rimanda a tutto il saggio, non potendo in questa sede soffermarsi maggiormente su una questione così ampia come la situazione attuale della storiografia del movimento operaio. Cfr. anche T. Detti – G. Gozzini, Storia e politica dagli anni Settanta agli anni Novanta: attualità di un nesso inattuale, in Iid. (a cura di), Ernesto Ragionieri, cit., pp. 7-22. 9 La mia analisi prosegue in realtà, ma perde l’importante, per quanto talvolta incompleto, supporto della Bibliografia Storica Nazionale. I volumi posseduti dalla Biblioteca Nazionale di Firenze sono al momento fermi al 1999. 10 Cfr. G. Isola, La ribalta socialista in Italia tra Otto e Novecento, «Ventesimo secolo», 1991, n. 2-3, p. 388. 11 F. Andreucci, Introduzione, a Id., Il marxismo collettivo. Socialismo, marxismo e circolazione delle idee dalla Seconda alla Terza Internazionale, Milano, Franco Angeli, 1986, p. 8. 68

Anteprima della Tesi di Mauro Rotella

Anteprima della tesi: Socialismo e cultura in Italia nel periodo della Seconda Internazionale, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Mauro Rotella Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

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