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Socialismo e cultura in Italia nel periodo della Seconda Internazionale

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storica attendibile. Merli dava risalto all’autonomia e alla spontaneità della nascita della coscienza di classe, arrivando ad attribuire all’organizzazione del movimento operaio un ruolo negativo. Lo storico escludeva un’indagine, ritenuta viceversa fondamentale nei nuovi studi della cultura socialista, sul rapporto tra classe dirigente del partito e coinvolgimento delle masse nel socialismo 16 . Gli storici dei nuovi studi trovarono una risposta alle domande storiografiche degli anni Settanta, in quanto, ormai da tempo, era portato avanti nel panorama internazionale. Come spiegava una delle prime storiche italiane a dedicarsi ai nuovi studi sulla cultura socialista, Patrizia Audenino, quest’apertura comportava la visione di una storia del movimento operaio che, pur senza disconoscere le peculiarità nazionali, potesse essere costruita internazionalmente, su presupposti storiografici comuni. Storici come Edward P. Thompson e Eric J. Hobsbawm, come il gruppo de «Le mouvement social», come Hans-Josef Steinberg o Georges Haupt rappresentarono un esempio storiografico ideale e concreto al quale rifarsi 17 . Il rapporto dei nuovi studi sulla cultura socialista con la storiografia internazionale si tradusse in una varietà di ricerche innovative. Se da una parte furono rivalutate fonti usate tradizionalmente come la stampa, alle quali erano rivolte nuove domande per comprendere la cultura della classe operaia, dall’altra emersero ipotesi di studio nuove, come l’analisi delle immagini o la ricostruzione dei fenomeni di sociabilità come le feste del Primo Maggio. I riferimenti internazionali scelti non perdevano di vista assolutamente il legame tra politica e storiografia. Avevano un approccio sicuramente marxista, nonché un’idea molto chiara della funzione della storiografia in campo politico. Ciononostante si dimostravano molto più liberi, rispetto agli studi italiani, da approcci dottrinari alla storia del movimento operaio 18 . Non casualmente anche in Italia la manifestazione di un nuovo orientamento storiografico verso la cultura socialista si accompagnò alla rivisitazione di alcuni tradizionali giudizi della storiografia. Esemplare è la questione del riformismo socialista nel periodo della 16 Cfr. G. Turi, Socialismo e cultura, «Movimento operaio e socialista», n.s., 3 (1980), n. 2-3, pp. 147- 148; T. Detti, Il socialismo riformista, Milano, La Pietra, 1981, pp. 63-64; F. Andreucci – G. Turi, La classe operaia: una storia nel ghetto, «Passato e presente», 5 (1986), n. 10, p. 5. 17 Cfr. P. Audenino, Introduzione, a Ead., L’avvenire del passato. Utopia e moralità nella sinistra italiana alle soglie del XX secolo, Milano, Edizioni Unicopli, 2002, pp. 9-35. 18 Cfr. ad esempio P. Favilli Storia e socialismo, cit., pp. 373-4 ove si prendeva a modello Hobsbawm, “uno storico di quelli per cui l’approccio non dottrinario al marxismo è stato sempre criterio metodologico portante della propria ricerca”. 8
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Socialismo e cultura in Italia nel periodo della Seconda Internazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Rotella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: GabrieleTuri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

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anni settanta
hobsbawm
inizio novecento
militanza
partito comunista
partito socialista
politica
sinistra italiana
storiografia
thompson

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